Un tampone vaginale alle 7.40, pressione arteriosa alle 7.25, metabolismo alle 7.03. E ancora sonno, temperatura, ormoni, microbioma, composizione corporea, attività fisica. Ogni giorno.
Non è la routine di un reparto di ricerca, ma la vita di Kate Tolo, trentenne australiana e compagna di Bryan Johnson, l’imprenditore tecnologico diventato famoso per avere trasformato il proprio corpo in un gigantesco esperimento contro l’invecchiamento.
Il Times racconta ora la vita della coppia e soprattutto il nuovo esperimento di Tolo: diventare, nelle intenzioni del progetto, “la donna più misurata della storia”.
14 milioni di dati per un ciclo mestruale
Il progetto è impressionante: oltre 100 attività di rilevazione quotidiane, più di 50 dispositivi e un’equipe medica di 12 persone, secondo quanto dichiarato dallo stesso Johnson. L’obiettivo iniziale è raccogliere circa 14 milioni di dati sul ciclo mestruale.
Tolo ha dichiarato di voler investire circa 2 milioni di dollari l’anno nel programma, partendo da mesi di rilevazioni basali prima di sperimentare eventuali interventi. Il progetto comprende RM total body, esami ematici, imaging retinico, monitoraggio ormonale, DEXA, VO2 max e moltissime altre misurazioni.
L’idea nasce anche da un problema reale: la medicina ha storicamente studiato il corpo femminile meno di quello maschile e ciclo mestruale, fertilità, gravidanza, menopausa e variazioni ormonali rendono più complessa la costruzione di modelli longitudinali.
Ed è qui che l’esperimento diventa interessante anche per chi considera con scetticismo il mondo del biohacking.
Dal check-up alla medicina continua
La provocazione non è tanto chiedersi se Tolo e Johnson riusciranno davvero a “sconfiggere” l’invecchiamento. Non abbiamo prove che simili protocolli possano prolungare la vita umana e alcune pratiche sperimentate nel mondo della longevity restano prive di evidenze cliniche solide. La FDA, per esempio, ha ribadito che non esistono prove di beneficio clinico delle infusioni di plasma da giovani donatori contro l’invecchiamento.
Il punto interessante è un altro.
Stiamo passando dalla medicina della fotografia alla medicina del film.
Oggi misuriamo pressione, glicemia o colesterolo in determinati momenti. Domani wearable, sensori, diagnostica domiciliare e intelligenza artificiale potrebbero costruire una rappresentazione dinamica della nostra fisiologia, riconoscendo una deviazione dalla normalità personale prima ancora che diventi malattia.
È il passaggio dalla medicina reattiva alla medicina predittiva e preventiva.
Ma attenzione: milioni di dati prodotti da una singola persona non costituiscono automaticamente evidenza scientifica. Un esperimento N=1 può generare ipotesi, non dimostrare che ciò che funziona per un individuo funzioni per milioni di persone.
La sfida della sanità sarà allora molto più ambiziosa di quella dei biohacker: prendere ciò che oggi costa milioni di dollari e trasformarne la parte scientificamente valida in prevenzione accessibile a tutti.
Perché il futuro della medicina non sarà misurare tutto. Sarà capire quali dati servono davvero per farci vivere più a lungo e, soprattutto, meglio.

FONTI:
- The Times, “My extreme life with Bryan Johnson, multimillionaire biohacker”, settembre 2026.
- Kate Tolo / Blueprint, “Kate Tolo is Starting a Female Protocol”, 24 agosto 2026.
- The Independent, protocollo di monitoraggio del ciclo mestruale di Kate Tolo, 30 luglio 2026.
- U.S. Food and Drug Administration, “Important Information about Young Donor Plasma Infusions for Profit” e successivo aggiornamento.