di
Rosanna Scardi

Antonacci si esibirà dieci sere al Vittoriale: «Lo spettacolo lo fa il luogo»

Dieci concerti in acustico, intimi, quasi da salotto, con le luci delle candele e l’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera a fare da scenografia. Sono quelli che Biagio Antonacci proporrà, da stasera al 16 settembre, per Tener-a-mente Equinozio, il secondo capitolo di Tener-a-mente che nel 2026 presenta per la prima volta il nuovo appuntamento autunnale, dopo la consueta edizione estiva di Tener-a-mente Solstizio. Organizzato da Ripens’arti, con la direzione artistica di Viola Costa e la produzione di Rita Costa, il festival Tener-a-mente si svolge nell’anfiteatro del complesso monumentale, sotto la gestione affidata dal presidente della Fondazione Giordano Bruno Guerri.

Antonacci, nel suo Unplugged tour si è esibito al Teatro Greco di Tindari, all’Anfiteatro romano di Lucera, dal 22 settembre al 4 ottobre sarà al Teatro Grande di Pompei. Perché questo desiderio di riscoprire i luoghi storici?



















































«Perché sono un essere umano curioso e, oltre a fare questo mestiere, ho bisogno di stimoli, di pensare alla qualità, alle cose grandi. Ci saranno solo musica, candele, poche luci. Lo spettacolo lo fa il luogo. Noi ci prendiamo cura dell’impianto grazie a una band di professionisti e ai miei brani storici, per due ore di nostalgia, malinconia e benessere».

I concerti, acustici, li ha definiti più poetici che rock.

«Sarà un concerto da salotto, anche con quasi duemila spettatori. Improvvisato, senza canovaccio. Nel bis farò quattro o cinque canzoni, mantenendo il dialogo con il pubblico. È come se cantassi a casa di ciascun spettatore e mi chiedesse: “Ora fai questo, poi canta quello”… Se non ricorderò il brano, poco male: leggerò il testo sul gobbo e canterò a cappella».

Il suo è un ritorno. Nel 2024, ad ascoltarla al Vittoriale, c’era il suo amico fraterno Eros Ramazzotti: lei intonò «Adesso tu», la canzone con cui Ramazzotti vinse Sanremo nel 1986; e lui rispose canticchiando a distanza. Eros verrà anche questa volta?

«Non saprei. I colleghi si presentano all’ultimo, se vogliono vengono. Nell’amicizia, poi, non esiste la parola inghippo. Io sono aperto alle visite di amici cantanti e non. Lo scorso giugno al San Nicola di Bari, sono salito come ospite a sorpresa del concerto di Eros. Il pomeriggio avevamo fatto le prove».

Eros, da qualche anno, vive in una villa ad Adro, nella campagne della Franciacorta.

«Poco distante da Gardone. Sono già stato a trovarlo, abbiamo trascorso delle splendide giornate passeggiando e andando in bici tra le vigne. In comune abbiamo la passione per la terra (ho un’azienda agricola in Romagna), tanto che ci confrontiamo».

Tornando alla musica, cosa ascolta?

«Per rilassarmi il disco dei Pink Floyd con la mucca in copertina, “Atome hearth mother”; in generale, amo tutta la musica, si deve imparare da sguardi diversi. Sono cresciuto con De Gregori, Dalla, Concato, Venditti, Fortis, ma se oggi avessi vent’anni e iniziassi a fare musica, sarei un trapper».

«Ho sempre guardato con interesse a questa scuola. I ragazzi ascoltano gli idoli d’Oltreoceano, quando sono arrivati Fibra, i Club Dogo, sono diventati un punto di riferimento. I rapper hanno avuto quel coraggio che era mancato ai cantautori».

E tra i grandi nomi del cantautorato c’è Guccini, scomparso di recente.

«Non lo ascoltavo. Ma per me era un esempio e un innovatore, per l’intimità acustica, per il suo cantare senza seguire le leggi della metrica. Un esempio anche di comportamento, con il suo andare poco in tv».

Concerti alle 21.15. Biglietti e info su: www.anfiteatrodelvittoriale.it.


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4 settembre 2026