Donald Trump è tentato dal dichiarare finita la guerra e ne ha parlato con i suoi consiglieri più stretti ma l’estensione della permanenza dei suoi 50 mila soldati nel Golfo gli lascia mano libera, anche in termini di pressing su Teheran. Intanto il comando militare americano fa sapere di aver finora “reindirizzato 87 navi commerciali, ne hanno rese inoffensive 3 e sono salite a bordo di 2 unità per garantirne la piena conformità alle disposizioni” del blocco navale da e verso i porti dell’Iran.
13:48
Ex diplomatico Usa: “Possibile attacco spettacolare da Teheran”
L’ex ambasciatore statunitense in Tunisia, Joey Hood, ha avvertito che l’Iran potrebbe preparare un “attacco spettacolare” entro le prossime sei settimane. Hood ha dichiarato ad al Jazeera che l’Iran “ha una storia di tentativi di umiliare i presidenti degli Stati Uniti, soprattutto in prossimità delle elezioni, da Jimmy Carter fino a tempi recenti. Le elezioni, sia negli Stati Uniti che in Israele, si svolgono contemporaneamente. Per l’Iran è una tentazione irresistibile cercare di far aumentare i prezzi del greggio negli Stati Uniti. Soprattutto sapendo che gli elettori americani sono molto sensibili al prezzo della benzina, proprio come gli elettori arabi sono molto sensibili al prezzo del pane”. Hood ha affermato che c’è una situazione di stallo nella diplomazia tra Stati Uniti e Israele e che è necessario un elemento di sorpresa per far progredire i negoziati. “Credo che gli sforzi diplomatici siano del tutto inutili a meno che non ci sia qualcosa di altrettanto eclatante da parte dei mediatori”, ha affermato.
13:01
Papa ha ricevuto l’arcivescovo di Teheran
Papa Leone ha ricevuto in udienza il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini. Lo rende noto un Bollettino della sala stampa della Santa Sede.
12:29
Ue: “Inaccettabili parole Israele; no sfollamenti forzati”
“Un linguaggio incendiario è inaccettabile. Gli sforzi di tutte le parti dovrebbero essere orientati alla de-escalation delle tensioni, non ad alimentarle”. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Christian Wigand, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di membri del governo israeliano riguardo al piano che prevede di sfollare 1,86 milioni di palestinesi da Gaza nell’arco di sette anni. “Nello specifico, in merito a possibili sfollamenti, in conformità con la Risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, respingiamo qualsiasi tentativo di modificare la situazione demografica e territoriale nella Striscia di Gaza e sosteniamo l’unificazione della Striscia di Gaza con la Cisgiordania sotto l’Autorità Palestinese. Non ci dovrebbero essere sfollamenti forzati dei palestinesi di Gaza.
Gaza è parte integrante di un futuro Stato palestinese”, ha aggiunto il portavoce.
12:04
Media, l’Oman ha respinto silenziosamente la proposta dell’Iran sulle tariffe a Hormuz
L’Oman ha respinto silenziosamente la richiesta dell’Iran di far pagare insieme le tariffe alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz: lo riporta il New York Post, spiegando che così Muscat evita uno scontro con il presidente Trump, che ha minacciato di bombardare l’alleato degli Stati Uniti. Un alto funzionario regionale ha affermato che Muscat si è rifiutata di acconsentire all’imposizione di tariffe, anche su base volontaria, per i servizi ambientali e di sicurezza, contrariamente a quanto dichiarato la settimana scorsa dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane.
11:40
Libano, Hezbollah smentisce la ‘conquista’ israeliana dell’altura di Ali Taher
Le forze israeliane non controllano le alture di Ali Taher, nel sud del Libano, nonostante quanto sostenuto ieri sera dal premier Benyamin Netanyahu. Lo riferiscono fonti vicine a Hezbollah interpellate dall’ANSA a conferma di quanto scritto stamani da al-Akhbar, giornale vicino al partito armato filo-iraniano. Le fonti, anonime perché non autorizzate a parlare con i media, sostengono che l’esercito israeliano è penetrato solo ai margini del bosco di Ali Taher e non è riuscito a entrare nella sua profondità. Per quanto riguarda la sorte dei combattenti di Hezbollah, le fonti affermano che questi sono stati fatti evacuare a più riprese, fin dal presunto cessate il fuoco di fine giugno, e dopo che l’esercito israeliano aveva più volte tentato invano di penetrare nel sito. Le stesse fonti precisano che gli impianti in questione non erano installazioni da combattimento, ma strutture logistiche, di comando e di riparo, la cui importanza Hezbollah aveva già ridimensionato dopo la guerra del 2024, trasferendo altrove gran parte dell’equipaggiamento. A tenere in piedi la difesa dell’altura, secondo la ricostruzione delle fonti vicine a Hezbollah, è soprattutto una rete di postazioni costruita all’esterno delle strutture stesse, che avrebbe finora respinto gli assalti israeliani e che resterebbe tuttora operativa. Le fonti citano come indizio la persistenza dei raid aerei e di artiglieria sulla zona, compiuti “in modo quasi quotidiano” anche nelle ultime ore, compresi due attacchi aerei di ieri sul bosco di Ali Taher, a fronte di un’area che l’esercito israeliano dichiara di controllare interamente.
11:14
Idf, eliminato leader Hamas tra i responsabili del 7/10
L’Idf e lo Shin Bet hanno ucciso un altro dei dirigenti di Hamas responsabili della strage del 7 ottobre 2023. Lo riporta l’Idf in una nota. Mohammed Mahmoud Morshed al-Qadi, è stato intercettato a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Sarebbe stato al comando della compagnia d’elite dell’ala militare di Hamas che assaltò il posto militare di Sufa. Durante la guerra, poi, avrebbe contribuito a nascondere ostaggi nell’area di Rafah. “Negli ultimi tempi il militante avrebbe supervisionato l’addestramento di membri di Hamas e lavorato alla ricostituzione delle capacità operative del movimento”, si spiega ancora nel comunicato, e “promosso piani ostili contro le forze dell’Idf e i cittadini dello Stato di Israele”.
10:34
Katz, strappata a Hezbollah altura strategica a sud
Israele ha strappato a Hezbollah il controllo di un altipiano strategico nel sud del Libano. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz. “La conquista della dorsale di Ali Tahar segna il completamento degli sforzi per garantire il controllo nella zona di sicurezza nel sud del Libano”, ha dichiarato Katz in un comunicato. Secondo Israele, Hezbollah utilizzava l’altura per sparare contro obiettivi israeliani e vi aveva costruito una vasta rete di tunnel che ospitavano una struttura di comando. L’esercito israeliano “ora completerà la neutralizzazione dei tunnel e si preparerà nel modo tattico appropriato per mantenere la cresta e impedire al nemico di ristabilirsi nell’area”, ha detto Katz. Israele, ha poi chiarito, manterrà una “linea chiara e inflessibile” sul Libano. “Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza finchè Hezbollah non sarà disarmato in tutto il Libano e le minacce riguardanti i residenti della Galilea non saranno rimosse”, ha ribadito.
09:50
Araghchi critica Safadi: “Rispondiamo ad aggressione Usa”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha criticato il collega giordano, Ayman Safadi, che aveva accusato Teheran di avere reagito così velocemente all’ultimo bombardamento americano da far pensare che in realtà l raid fossero premeditati. “Quanto tempo pensa il ministro degli Esteri giordano che l’Iran debba aspettare prima di rispondere a un aggressore che non rispetta nè la sovranità araba nè la sovranità iraniana?”, ha chiesto retoricamente Araghchi su X. “Ed è davvero ignaro del fatto che lo spazio aereo, i territori e le acque arabe sono stati utilizzati negli attacchi americani iniziali che hanno causato la morte di innocenti iraniani?”, ha insistito a commento delle parole di Safadi, citate nel post. “L’Iran ha colpito la Giordania e altri Paesi della regione due ore dopo l’inizio della guerra, il che significa che il suo attacco non è stato una reazione”, aveva detto il ministro, a quanto riportato da Araghchi.
08:43
Kpler: “Solo 4 navi hanno attraversato ieri Hormuz”
Soltanto quattro navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, un numero inferiore rispetto alle nove transitate mercoledì e ben al di sotto della media decennale di circa 15, secondo i dati preliminari sul traffico marittimo pubblicati oggi. Secondo Kpler, le navi includevano due petroliere di medio raggio, una nave portacontainer Kamsarmax e una nave Handysize. Il numero di imbarcazioni che transitano nel corso d’acqua potrebbe non essere tuttavia attendibile, dal momento che alcune navi solitamente spengono i transponder durante la navigazione.
05:09
Sud Corea: possibile invio di truppe nello Stretto di Hormuz
La Corea del Sud sta valutando l’opzione in inviare truppe nello Stretto di Hormuz, a condizione che non comprometta le proprie capacità difensive. Lo ha riferito un funzionario presidenziale, citato dai media locali.
Secondo la stessa fonte, Seul sta esaminando possibili contributi militari agli sforzi internazionali per garantire la libertà di navigazione lungo la strategica via marittima, ma il processo decisionale è ancora in corso. La valutazione tiene conto sia della situazione di sicurezza nella penisola coreana sia delle procedure legali richieste per un eventuale dispiegamento.
Il funzionario ha inoltre precisato che il dibattito non è ancora arrivato alla fase di richiesta dell’approvazione parlamentare e che nessuna decisione finale è stata assunta.La precisazione segue indiscrezioni diffuse dai media secondo cui le Forze armate sudcoreane avrebbero già avviato preparativi operativi. L’emittente Sbs ha riferito, citando fonti della difesa, che sarebbero allo studio l’invio di un aereo da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon, di una nave logistica della Marina e di una squadra specializzata nella bonifica di ordigni esplosivi, oltre a intese con Paesi terzi per l’utilizzo di porti e aeroporti di supporto.
00:17
Il bilancio Usa del blocco navale anti-Iran: ci sono state anche 3 imbarcazioni neutralizzate
Al 3 settembre, le forze americane del Comando centrale (Centcom) hanno “reindirizzato 87 navi commerciali, ne hanno rese inoffensive 3 e sono salite a bordo di 2 unità per garantirne la piena conformità alle disposizioni” del blocco navale da e verso i porti dell’Iran. Lo riporta il Centcom in un post su X, allegando anche la foto di un marinaio statunitense di guardia a bordo della Uss John Paul Jones, mentre il cacciatorpediniere lanciamissili prosegue “l’attività di supporto al blocco imposto dagli Stati Uniti all’Iran nelle acque della regione”. (
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