Di chi sono i droni che ogni tanto sorvolano i cieli dei paesi membri della Nato? E’ difficile scoprirlo. Possono essere russi ma anche ucraini, o dei servizi della Nato o di un paese Nato interessato a provocare tensioni, promuovere uno stato di guerra in tutta Europa e vendere più armi. Tutto è incerto: quello che però è certo è che l’Ucraina ha fatto saltare il gasdotto Nord Stream2 tra Russia e Germania dando la colpa alla Russia, ed è anche certissimo che le armi europee e della Nato manovrate dagli ucraini colpiscono il suolo russo e uccidono russi. Il governo Zelensky punta all’escalation perché solo trascinando l’Europa e il mondo in una folle guerra totale contro la Russia può pensare di vincere un conflitto che altrimenti non potrà mai vincere, e che infatti sta perdendo.

L’Ucraina è già distrutta ma Zelensky, pur di prevalere sui russi, non si preoccupa neppure del rischio di guerra nucleare. Il cancelliere tedesco Merz e la tedesca Ursula von der Leyen lo assecondano in questa follia. Dunque di chi è la colpa dei droni nei cieli dei paesi Nato?

La guerra è guerra e, al di là delle ragioni e dei torti, solo dei deficienti o degli irresponsabili, come quelli che guidano la UE e la Nato, possono credere che i russi rimangano passivi di fronte agli attacchi fatti nel loro territorio con le armi occidentali (ma l’America si è già sfilata). Prima o poi, se non cessa l’escalation, la risposta ai missili e droni occidentali che colpiscono la Russia è inevitabile. E la risposta di Mosca ai missili occidentali potrebbe essere molto ma molto più dura di un drone.


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Putin, ovviamente, contesta la versione di Merz e di Ursula, e dice di non essere responsabile dei droni nei cieli della Nato. Il problema è che per i cittadini europei non è possibile valutare anche il punto di vista russo. Infatti fin dal luglio 2014, subito dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, l’Unione Europea ha imposto la censura dei media russi. La censura preventiva verso la Russia è stata imposta da Bruxelles con il pretesto di “proteggere” i popoli europei dalla falsa propaganda russa: dunque la UE considera le cittadine e i cittadini europei alla stregua di persone minorate, non in grado di valutare in base alle diverse fonti le situazioni di conflitto geopolitico, e perciò facili prede della disinformazione russa. Ma questo è un insulto all’intelligenza degli europei! La censura verso un paese con cui non siamo in guerra, come la Russia, è un fatto gravissimo perché lede il diritto fondamentale alla Libertà di Informazione garantita dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana. In realtà la censura imposta dall’Unione Europea sulla guerra in Ucraina fa diventare la UE del tutto simile agli Stati autocratici che cercano di controllare l’opinione pubblica limitando la libertà di informazione e reprimendo il libero dibattito e la democrazia.


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La censura verso la Russia è illegittima perché la censura verso un altro Stato è un’arma di guerra: ma gli Stati appartenenti all’UE non hanno mai dichiarato guerra a Mosca. La censura UE alimenta il conflitto. Mosca per ritorsione nel 2024 ha censurato 81 media europei (tra cui la RAI): ma tutto questo porta alla guerra! La Costituzione Italiana però “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

In realtà la censura UE e le relative sanzioni colpiscono non tanto la Russia ma soprattutto gli europei. Secondo i Regolamenti UE una tv o un sito web che riproducono, anche senza fini di lucro, e anche solo per spezzoni, le trasmissioni dei media russi, possono essere chiusi. La UE ha il potere di regolare l’economia – che non a caso va male – ma non ha, e non dovrebbe avere, nessun potere sull’informazione. La censura è evidentemente mirata a considerare la Russia come un nemico naturale dell’Europa. La UE però non ha censurato gli USA quando, contro il diritto internazionale, hanno invaso l’Iran e il il Venezuela; e non censura Israele che ha bombardato donne e bambini a Gaza e massacra i palestinesi in Cisgiordania e altrove. Se la UE censura la Russia perché Putin è un dittatore, allora dovrebbe censurare decine di paesi, tra cui tutti quelli arabi che ci vendono il petrolio!

Ma questo Bruxelles non vuole certamente farlo!

Fino a quando non ci sarà libertà di informazione non potremo mai credere alle dichiarazioni e alle “prove” di Merz o di Ursula. Meloni solidarizza con loro, noi invece dovremmo fare guerra alla UE che vuole la guerra, e batterci per la libertà. Merz, Ursula e Mark Rutte, il capo guerrafondaio della Nato, devono andarsene. Una nuova politica europea dovrebbe riconoscere le cause vere del conflitto ucraino. Putin non ha invaso l’Ucraina per ricomporre l’impero russo. Il fatto è che Mosca non può tollerare che l’Ucraina apra le porte alle basi Nato, proprio come negli anni Sessanta il presidente americano Kennedy non poté tollerare i missili russi a Cuba. Ogni grande potenza non può accettare minacce mortali alla propria sicurezza. Occorre semplicemente riconoscere questo.