Ruolo simile, storie diverse e un inizio di stagione agli opposti per i due esterni di Spalletti e Amorim, su cui sono riposte grandi aspettative per il futuro

Fabio Russo e Andrea Ramazzotti

4 settembre – 18:42 – MILANO

Uno ha già giocato i Mondiali e le coppe europee, l’altro ha alle spalle soltanto una stagione da titolare in Serie B. Uno è costato oltre 30 milioni, l’altro una decina compresi i bonus. Entrambi appena maggiorenni (li divide un anno), stessa mattonella di campo da cui inventare, Kerim Alajbegovic e Alphadio Cisse stanno vivendo momenti opposti. E, verosimilmente, i due talenti del futuro di Juve e Milan affronteranno pure Juve-Milan di domenica sera da prospettive diverse: dalla panchina il bosniaco, da titolare l’azzurrino. Anche per situazioni di squadra differenti e approcci diversi nei loro confronti da parte di Spalletti e Amorim.

juve, alajbegovic e la gestione di spalletti—  

Protezione di un acquisto “un po’ giovane, ma di prospettiva importante”, “quello più chiacchierato”: la parola d’ordine di Spalletti, fin dai primi momenti dell’arrivo di Alajbegovic in bianconero, è stata “tutela”. Vuoi perché partiva chiaramente alle spalle di Yildiz nelle gerarchie, fino all’infortunio al piede del turco, vuoi perché consapevole che le troppe attese, complice anche la cifra investita, potessero giocargli brutti scherzi. “Ha delle qualità e ora è smanioso di far vedere il suo bagaglio di potenzialità, ma noi non ci faremo travolgere da questo”, aveva ammonito l’ex ct della Nazionale prima della partita contro il Parma. Ma l’allenatore della Juve non ha mai dubitato che l’esterno sinistro bosniaco, che, anzi, grazie alla sua capacità di calciare con entrambi i piedi (“crea lo schock temporale”) e alla bravura nel vedere la giocata (“anticipa e vede quella successiva), il tecnico toscano vorrebbe plasmare come “trequartista abile nell’angusto”, che dal mercato non è arrivato. Un lavoro da vasaio che, però, impone un percorso lungo e impone tanto lavoro in allenamento, anche a costo di sacrificare qualcosa a livello di minutaggio in campo. Intanto, complici i contemporanei ko di McKennie e Yildiz, per Alajbegovic è arrivato il battesimo in Serie A. Il momento, per lui, è adesso. Anche a costo di proteggerlo un po’ meno… 

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cisse, dalla b a titolare in juve-milan?—  

Nella vita, infatti, è importante trovarsi al posto giusto nel momento giusto. E Alphadjo Cisse lo ha fatto, così ha colto l’occasione che potrebbe cambiargli la carriera. Acquistato lo scorso gennaio dal Verona per 8 milioni più 2 di bonus, è stato lasciato in prestito al Catanzaro dove aveva iniziato alla grande il campionato di Serie B fino al grave infortunio muscolare che gli ha fatto terminare la stagione prima di primavera. Era stato comprato per fare parte di Milan Futuro e invece si è preso un posto nella squadra titolare di Amorim contro il Torino e il Venezia. Perché? Perché è stato bravo lui a iniziare la nuova avventura con la giusta testa, tanto impegno e l’abilità nel mettere in mostra le sue qualità tecniche. In più ha avuto almeno un paio di circostante favorevoli dalla sua parte: l’infortunio di Pulisic al Mondiale, che ha obbligato l’americano a iniziare la preparazione a parte, e la volontà di Leao di andarsene, desiderio poi soddisfatto sul mercato. Di fatto nel 3-4-2-1 di Amorim, per la posizione di trequartista di sinistra, Cisse si è trovato senza concorrenti per la maglia da titolare. Eccezion fatta per Saelemaekers che comunque non è un trequartista o una seconda punta “pura”. Alphadjo così ha segnato all’esordio, sbloccando il risultato contro il Torino, e non ha demeritato contro il Venezia. L’ipotesi di mandarlo in prestito a giocare è svanita e resterà almeno fino a gennaio in rossonero. Poi si vedrà. Contro la Juventus può essere titolare per la terza volta su tre perché ci mette corsa, sacrificio nella fase di recupero del pallone, impegno e sfrontatezza. Al tecnico portoghese piace parecchio e vuole dargli fiducia. Non solo perché finora sono arrivate due vittorie su due. Allo Stadium sarà un match importante per Cisse. Non quello della verità, ma di sicuro un impegno che farà capire se è già pronto per essere… il titolare anche in grandi gare. Lui non è preoccupato e in settimana si è allenato bene come al solito. Senza pensare ad altro. Sta vivendo un sogno e non vuole svegliarsi.