Roma è stata la sua dimora per gran parte della sua esistenza, ma il suo cuore non ha mai smesso di battere tra i vicoli e il mare della sua amata Crotone. Il maestro Ludovico Graziani si è spento all’età di 86 anni nella Capitale, città in cui risiedeva da tempo. Scultore, pittore e restauratore ha arricchito profondamente il patrimonio artistico e culturale del territorio crotonese.

Le radici crotonesi al CarmineLudovico Graziani

Nato nel 1940 nello storico quartiere del Carmine, il maestro è sempre stato considerato un cittadino del mondo, pur mantenendo salde e vitali le proprie origini. Durante un incontro con il pubblico nel febbraio del 1998, in occasione della consegna della Targa della professionalità da parte del Rotary presso il bastione Toledo, dichiarò: «Il mondo per me è come la tavolozza, i cui colori sono i vari paesi ed il pennello una lingua unica con la quale poter trasmettere solo messaggi di pace e d’amore tra gli uomini». Parole che descrivono in modo magistrale lo spirito universale e la sensibilità che animava l’artista crotonese Ludovico Graziani, il quale, seppur lontano geograficamente, ha sempre continuato a restituire un frammento di eternità alla sua amata terra.

Il capolavoro in bronzo della Cattedrale

L’opera che forse più di tutte ha legato indissolubilmente il suo nome alla città pitagorica è la maestosa porta centrale in bronzo della Basilica Cattedrale. Realizzata tra il 1982 e il 1986 su commissione dell’allora arcivescovo Giuseppe Agostino, la creazione è un gigante di quattordici quintali che misura circa sei metri per tre. Sulla sua superficie si stagliano otto scene sacre, gli stemmi di dodici vescovi predecessori e le splendide maniglie raffiguranti San Francesco di Paola e San Giuseppe.

Presentata originariamente a Roma nell’ottobre del 1985 in sala Santa Rita, l’opera ricevette lodi entusiaste da figure di spicco, tra cui l’assessore capitolino alla Cultura Ludovico Gatto e il presidente dell’Ente nazionale sordi, Cesare Magarotto. Questo dettaglio non è casuale: il maestro Graziani conviveva con una disabilità uditiva, motivo per cui monsignor Agostino lo accostò alla figura di Beethoven, definendolo un uomo che aveva vinto sul suo limite personale trasformando la propria angoscia più profonda in un trionfo della forma. Un capolavoro imponente.

L’ultimo grande dono al Teatro Scaramuzza

Il capitolo più recente della lunga vicenda d’amore tra l’uomo e la sua terra risale allo scorso luglio 2025. In quell’occasione, Graziani ha voluto donare alla sua collettività “Un altro mondo”, una scultura in bronzo alta 170 centimetri e pesante un quintale e mezzo. Voluta dallo stesso autore nel foyer del Teatro comunale “Vincenzo Scaramuzza”, la forma di grande vaso ellittico a bassorilievo fa affiorare in superficie il dramma della guerra e della povertà, ma in cima lascia dominare una barca — chiaro richiamo alle origini marinare di Crotone e simbolo di salvezza — sormontata da una Croce.

Ludovico Graziani

Durante l’inaugurazione, il sindaco Vincenzo Voce lo aveva ringraziato a nome dei cittadini e l’Amministrazione gli aveva conferito la Menzione speciale delle benemerenze civiche, lodando la sua capacità di fondere tradizione e sperimentazione. Oggi che la sua vita è giunta al termine, resta nitido un filo rosso mai reciso: nella sua lunga e fiorente attività, ha sempre conservato ben chiare nel suo animo le immagini della Calabria, continuando a restituire a Crotone — alla piazza, alla fede e all’arte — tutto ciò che la città gli aveva generosamente dato fin dalla sua nascita.

I funerali giorno 7 settembre

Graziani aveva chiesto espressamente di essere sepolto a Crotone. I funerali si terranno il prossimo 7 settembre alle ore 10.30 presso la chiesa dell’Immacolata a Crotone, dove parenti, amici e l’intera comunità potranno stringersi per tributargli un ultimo e commosso saluto. La salma giungerà a Crotone domenica 6 settembre presso la Casa funeraria Cosentino (bivio per Papanice) in tarda serata.