Per decenni abbiamo associato i Paesi in via di sviluppo a bambini denutriti, carenza di calorie e ritardi della crescita. Quell’emergenza non è scomparsa. Ma nel frattempo ne è arrivata un’altra: l’obesità.
L’inchiesta pubblicata da Reuters sull’Indonesia racconta una delle trasformazioni epidemiologiche più rapide del nostro tempo. Un Paese che deve ancora contrastare stunting e wasting si trova contemporaneamente davanti all’esplosione del sovrappeso, del diabete e delle future malattie cardiovascolari.
Non è una contraddizione. È la nuova malnutrizione.
Un bambino su cinque è già in sovrappeso
Secondo UNICEF, in Indonesia è sovrappeso o obeso circa un bambino su cinque tra 5 e 12 anni e un adolescente su sette tra 13 e 18 anni. Contemporaneamente oltre 4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni presentano ritardo della crescita e circa due milioni soffrono di wasting. (unicef.org)
È quella che viene definita “triple burden of malnutrition”: denutrizione, carenze di micronutrienti e obesità possono esistere contemporaneamente. (unicef.org)
E non riguarda soltanto l’Indonesia.
Nel 2025 è stata superata una soglia storica: secondo UNICEF, nel mondo l’obesità tra bambini e adolescenti di 5-19 anni ha superato per la prima volta il sottopeso, 9,4% contro 9,2%. Circa 188 milioni di giovani vivono ormai con obesità. Oltre il 80% dei bambini e adolescenti sovrappeso vive nei Paesi a basso e medio reddito. (data.unicef.org)
Il paradosso delle calorie povere
Il problema non è semplicemente mangiare troppo. È assumere molte calorie e pochi nutrienti di qualità.
Urbanizzazione, sedentarietà, bevande zuccherate e soprattutto alimenti ultra-processati economici e facilmente disponibili stanno modificando in pochi anni abitudini alimentari consolidate da generazioni.
In Indonesia quasi metà della popolazione sopra i tre anni consuma più di una bevanda zuccherata al giorno, mentre appena il 3,3% delle persone dai cinque anni in su raggiunge le cinque porzioni quotidiane raccomandate di frutta e verdura. L’obesità negli adulti è passata dal 15,4% al 23,4% in dieci anni. (who.int)
Il risultato rischia di essere una gigantesca anticipazione delle malattie croniche: diabete, patologie cardiovascolari, ictus e alcuni tumori.
La sanità non può arrivare vent’anni dopo
Continuare a curare diabete, infarti e complicanze dell’obesità quando compaiono significa intervenire alla fine della storia. La vera partita si gioca molto prima: politiche alimentari, tassazione delle bevande zuccherate, etichette comprensibili, regolamentazione della pubblicità rivolta ai bambini, scuola, attività fisica e prevenzione primaria.
L’Indonesia sta iniziando a muoversi. Nel 2026 ha introdotto nuove disposizioni sull’informazione nutrizionale e sta sviluppando misure coerenti con la regolamentazione nazionale che prevede etichettatura frontale, limitazioni al marketing dei prodotti meno salutari e possibilità di interventi fiscali. (who.int)
UNICEF ha persino realizzato con il ministero della Salute indonesiano uno studio sul “costo dell’inazione”: prevenire l’obesità infantile non è soltanto una politica sanitaria, ma una scelta economica. (unicef.org)
La lezione è universale. La geografia mondiale della malnutrizione sta cambiando più rapidamente dei sistemi sanitari.
Nel XXI secolo un bambino può avere abbastanza calorie per diventare obeso e non abbastanza buona alimentazione per essere realmente ben nutrito.
Ed è probabilmente questa la nuova faccia della disuguaglianza alimentare.

FONTI:
- Reuters, From hunger to obesity: developing world faces growing threat to child health, Special Report, 3 settembre 2026.
- UNICEF, Feeding Profit: How Food Environments are Failing Children – Child Nutrition Report 2025.
- UNICEF Indonesia, The cost of inaction on childhood obesity in Indonesia, aprile 2026.
- WHO Indonesia, Indonesia develops new regulations to tackle unhealthy food consumption, gennaio 2026.
- UNICEF Indonesia, Nutrition – Overweight, obesity and triple burden of malnutrition.