Ho una figlia di undici anni che, come milioni di suoi coetanei prima di arrivare alle scuole elementari, ha vissuto, e pure in modo acuto, la fase Me contro Te. Prima i video su Youtube, gli slime meticolosamente ricreati a casa (spoiler: mai riusciti), le challenge assurde (“Ordiniamo tutti i panini del McDonald’s”). Poi gli zainetti, gli astucci, le penne blu e fuxia, colori ufficiali del brand. Siamo arrivati come milioni di altri genitori allo step “regalino di Luì e Sofì in edicola”. Abbiamo scartato uova di Pasqua e panettoncini a tema.
Siamo andati al cinema a vedere i film con il temibile Signor S. Abbiamo ascoltato decine e decine di volte la playlist su Spotify. Oggi che si prepara alle medie mia figlia rinnega con tutta se stessa il suo passato da fan girl, anche se mi ha confessato di voler seguire il matrimonio dei suoi ex beniamini Luigi Calagna e Sofia Scalia in diretta Twitch, dove la coppia manderà in streaming i fotogrammi di una cerimonia di nozze che, il 5 settembre, dopo anni di attesa, sarà celebrata niente meno che all’Unipol Arena di Milano. “Per curiosità, mica perché mi importa di loro. Non mi fanno più ridere, mamma”, mi ha detto con snobismo, dimentica di quando, per lei, era di vitale importanza conoscere le sorti quotidiane dei cani di Luì e Sofì (Kira e Ray, cui hanno pure dedicato una canzone).
I Me Contro Te, duo di creators per bambini e ragazzi in auge ormai da più di un decennio, dunque si sposeranno durante un loro show. Anzi, sarebbe meglio dire che hanno trasformato le loro nozze, anticipate da una proposta di matrimonio scenografica sul lago di Como, in uno spettacolo, con tanto di prevendita e biglietti (i prezzi vanno dai 48 ai 250 euro per il Meet&Greet con i due neo-sposi) e attirandosi non poche critiche. Calagna, che ha iniziato a fare video quando era adolescente e oggi ha 33 anni, ha detto che il 5 settembre lui e Sofì, sua compagna da 14 anni, saranno sul palco dell’Unipol Dome circondati dalle loro famiglie, dai nostri cari e da tutte quelle persone che da anni li seguono, gli vogliono bene e hanno creduto nella loro storia. “Sarà lì che ci scambieremo le promesse e vivremo la parte più emozionante del nostro matrimonio. E dopo inizierà lo show, il concerto più ambizioso della nostra vita, con orchestra, effetti speciali e tantissime sorprese”. La cerimonia non sarà solo simbolica, si sposeranno davvero: l’arena sarà piena di bambini con genitori (uno solo o tutti e due, a seconda del budget) al seguito.
Il patrimonio milionario di Luì e Sofì
Oggi Luì e Sofì sono due imprenditori da milioni di euro e milioni di followers. Forse il fenomeno rispetto agli inizi si è un po’ offuscato, ma il ricambio generazionale – i bambini che li seguivano 10 anni fa oggi sono come mia figlia: li snobbano perché fuori target – li ha certamente aiutati. Il loro patrimonio netto, stimato al 2024 in 27 milioni di euro (stando a quanto riportato dal Corriere della Sera) si poggia anche su un capitale immobiliare da capogiro diviso in parti uguali: secondo alcuni report la coppia avrebbe investito nel mattone, più precisamente in quasi 40 immobili del valore di 17 milioni di euro geolocalizzati nei quartieri cool di Milano, da City Life, Garibaldi, corso Como e Gae Aulenti, dove Scalia e Calagna vivono ormai da diversi anni dopo l’arrivederci alla loro Sicilia.
I due futuri sposi hanno 4 anni di differenza e si sono conosciuti a Partinico, in provincia di Palermo, nel 2012, dove entrambi sono cresciuti. Lo sappiamo perché Luì e Sofì hanno ripercorso il loro incontro e la loro storia d’amore in uno dei libri che compone la loro fittissima produzione editoriale, tra i pilastri economici dei loro introiti (oltre alla produzione cinematografica, al merchandising, alle collab social agli spettacoli teatrali e via discorrendo). Insieme da allora, hanno cominciato a girare i primi video nelle rispettive camerette intorno al 2014, sfidandosi a furia di challenge assurde, divertenti a loro modo e decisamente inedite, almeno nel panorama web italiano dove ai tempi imperversavano i tutorial make up di Clio, i video di Willwoosh (Guglielmo Scilla) e quelli di Frank Matano.
La forza della community
A colpi di sfide e di visualizzazioni, Luì e Sofì hanno costruito in pochi anni una community affezionatissima (il “team trote”) e unita da decine di inside jokes, costruita su una pubblicazione serrata, senza deviazioni o distrazioni, su travestimenti e risatine, figurine e gag leggere. In pochi anni, complice anche la pandemia, sono cresciuti a dismisura, si sono trasferiti a Milano, hanno comprato una casa che sembra uscita da una rivista di architettura e aperto una società intestata ad entrambi e divisa equamente tra i due con i quali hanno cominciato a diversificare il business, investire nell’immobiliare, ampliare il range di prodotti, eventi e contenuti.
I bambini li amano perché Luì e Sofì sono e si comportano come loro
Quando mia figlia guardava i Me Contro Te senza perdersi neanche un’uscita dei loro video quotidiani, mi era resa conto immediatamente, da genitore, che la loro forza stava nella capacità di essere esattamente ciò bambini vorrebbero che fossero gli adulti da cui sono circondati: bambini, pure loro. Adulti, insomma, capaci di lasciarsi andar e ridere di stupidaggini. Di giocare. Di essere sciocchi, all’occorrenza, senza essere richiamati all’ordine. Di travestirsi da fatina e da elfo senza vergogna. Circondati da genitori distratti e stanchi dalle fatiche quotidiane, per i fan dei Me contro Te vedere due ragazzi trasfigurarsi senza sforzo (anzi, con convinzione) in bimbetti, fare le marachelle, ridere a crepapelle per uno slime, sfidarsi in modo buffo tra di loro, è sempre stata una gioia tutt’altro che colpevole o incomprensibile.
Il team Trote è cresciuto ma Luì e Sofì si sono reinventati (o, almeno, ci hanno provato)
L’impressione di chi segue il fenomeno di Luì e Sofì dagli inizi, senza addentrarsi in discorsi troppo finanziari, è che oggi la patina di splendore sul duo sia un po’ sbiadita, complici i tanti competitor fioriti in questi anni (con il principale, i Dinsieme, si sono pure dissati a colpi di canzoni) e la crescita esponenziale di social come TikTok che hanno rubato parecchia attenzione e utenti a YouTube. Ma siccome Calagna e Scalia sono imprenditori prima di essere creators, sono riusciti comunque a rimanere a galla: l’investimento nell’immobiliare è un esempio di come hanno diversificato e ampliato il loro business, che ancora oggi si impernia su una fitta produzione musicale, cinematografica ed editoriale e poggia le sue basi sui diritti di tutto il materiale già prodotto e in circolazione (il primo film, La vendetta del Signor S, risale al 2020: ne hanno fatti altri sei), oltre che sul merchandising e sulle collaborazioni con grandi marchi anche presenti sulla GDO. Da qualche tempo sia Luì che Sofì hanno un’identità propria, che mostrano sui rispettivi profili oltre quello congiunto e più famoso.
Lui si presenta come un ragazzo un po’ buffo a cui piace suonare il basso e fotografare, a lei piace truccarsi e sfoggiare belle borse: et voilà, le identità parallele dei Me Contro Te, più adulte e meno infantili, sono servite. Oltre agli show teatrali di cui il matrimonio del 5 settembre sarà summa ma anche consacrazione finale, sono entrati nell’universo del podcast e, al culmine di questa rivoluzione, hanno lanciato la news del matrimonio-show, che senz’altro darà alla coppia nuovi margini di crescita, nuovi guadagni, magari (nella migliore delle ipotesi) nuovi followers e anche nuove polemiche e analisi del loro business per scavare nei loro conti e segreti. Il vero, grande problema di Luì e Sofì è che il target di riferimento non si esaurisce mai, i bambini continuano a nascere, crescere e guardare i video dei Me Contro Te su YouTube, rivedere i film sulle piattaforme e comprare il loro uovo di Pasqua brandizzato, ma loro invecchiano: tra dieci anni, quando entrambi saranno già abbondantemente o sulle soglie dei 40, come ricicleranno la loro expertise? Si daranno alla cucina, al beauty, divideranno le loro strade artistiche (probabile) per massimizzare i profitti, apriranno una società di comunicazione per insegnare alle nuove leve della content creation i loro segreti?