Sia il tedesco che il francese preferiscono svariare su tutto il fronte d’attacco, venire incontro e legare il gioco con i compagni. Ma utilizzarli in coppia potrebbe togliere riferimenti alle difese avversarie


Fabio Russo

Giornalista

4 settembre – 21:51 – MILANO

Se hai due attaccanti atipici, le cui caratteristiche non sono proprio quelle del classico centravanti d’area, la soluzione potrebbe essere di cercare di utilizzarli insieme. Luciano Spalletti ci ha già provato nell’ultima uscita della sua Juve contro il Parma, schierando David alle spalle di Kolo Muani, ma l’esperimento non ha funzionato. L’arrivo di Nick Woltemade, però, può meritare un tentativo-bis. Magari non da subito, visto che sono i due unici attaccanti di ruolo a disposizione del tecnico toscano, ma in prospettiva, lavorando in settimana in allenamento. 

spalletti su woltemade e kolo muani—  

D’altronde, le caratteristiche del tedesco e del francese sono simili e il loro allenatore ne è consapevole. “Woltemade unisce due mondi nel modo di giocare. È molto bravo nel venire a giocare con la squadra, è leggero nella tecnica, conosce il calcio, sa venire a palleggiare sulla trequarti e poi attaccare gli spazi”, ha detto a Sky dell’ex Newcastle. “Kolo è un calciatore bravissimo nel venire incontro, quando inizia a galoppare diventa difficile riprendergli il terreno che si guadagna nella partenza. È uno morbido con i piedi, nel palleggiare con la squadra, viene in mezzo al campo e diventa un trequartista, salta l’uomo, perché ha giocato prevalentemente come punta esterna”, ha spiegato, invece, dell’ex Psg. Parole diverse, insomma, ma concetti molto simili. I dati di Sofascore, che trovate nell’immagine sottostante, confermano in pieno le peculiarità dei due nuovi juventini e l’analisi del loro allenatore.

woltemade e kolo muani possono giocare insieme?—  

Certo, Spalletti è consapevole anche dei limiti di finalizzazione dei suoi due attaccanti. “Deve portare a casa roba”, ha pungolato Kolo Muani prima della partita contro il Parma. “Per Woltemade il colpo di testa e la finalizzazione sono materia che, gli piaccia o no, dovrà imparare a memoria”, il messaggio inviato al tedesco, che, in carriera, nonostante i suoi 198 cm, ha segnato appena 5 reti di testa. E che, in fase di presentazione, aveva puntualizzato come da lui “ci si possa aspettare uno stile di gioco molto fisico, ma penso che le mie qualità migliori siano la tecnica e la comprensione del gioco”. La soluzione, quindi, potrebbe essere quella di affinare in allenamento l’intesa tra i due, portandoli a scambiarsi spesso pallone e posizioni, con l’obiettivo di non dare punti di riferimento alle difese avversarie. Nella scorsa stagione, per esempio, in qualche circostanza Woltemade ha già giocato alle spalle di un attaccante atipico (Gordon), portando a casa due gol e due assist.

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la juve e le possibili scelte in attacco—  

Per il momento, però, per motivi contingenti (le assenze di McKennie, da valutare in vista della sfida contro il Milan, Yildiz, che rientrerà a fine novembre, ed Ekhator) e di equilibrio (parola che Spalletti ripete come un mantra) generale di squadra, la soluzione del doppio “nove e mezzo” è da considerare utilizzabile solo in casi di emergenza, quando la necessità di recuperare un risultato lo imponesse. Ma, in prospettiva, può essere un progetto sul quale lavorare. Ispirandosi al famoso spot di un gelato degli anni Novanta: “Tu is megl che uan”