Le azzurre sfondano solo nel quarto finale dopo un lunghissimo braccio di ferro
Giornalista
4 settembre (modifica il 5 settembre | 00:58) – MILANO
Trentadue anni dopo torniamo al Mondiale. Trentadue anni dopo torniamo al Mondiale e vinciamo la partita all’esordio: 63-54 contro la Repubblica Ceca, che, ora ce lo possiamo dire, rappresentava un piccolo incubo, con una montagna di aspettative: era una partita alla nostra portata, l’occasione per poter davvero provare a passare il turno di un Mondiale (tre su quattro di ogni girone). Altro che esserci e basta. Cecilia Zandalasini, 19 punti, e Matilde Villa, 14, mettono i canestri pesantissimi di una partita durissima, fisica. Anche emotiva.
tensione—
C’è la tensione, palpabile, tantissima all’inizio. La Cechia si presenta con quello che le azzurre si aspettavano: grande corsa, uno contro uno senza pensarci troppo, pressione forsennata sulla palla. Le due assenze sotto canestro delle nostre avversarie chiamavano tanti palloni dentro per Cubaj e compagne. Le ceche sono pronte, spezzano i tagli e danno al raddoppio sulla linea di fondo il tempo di arrivare. Le azzurre partono con 3/11 dal campo: 32 anni fuori da questi palcoscenici si sentono, eccome. Le ceche vanno ostinate e leggere al loro ritmo. L’ingresso di Pan, che piazza cinque punti di fila, è un grido per mantenere la calma nelle sabbie mobili: più sei frenetico e agitato, più ti risucchiano. Allora l’Italia respira un po’ e dopo 10’ è 11-17. A inizio secondo quarto si va avanti e indietro senza segnare, Voráčková sbaglia un po’ meno delle altre: 18-26, massimo svantaggio. Ok, calma tutti: Matilde Villa di fisico (sì, come usarlo è un suo punto forte, nonostante sembri minuscola) spazza via la sua difesa sotto canestro e ne appoggia due facili. Zanda (10 all’intervallo) va dentro ancora più forte e la difesa non può che farle fallo. Poi il suo urlo sui passi di Vorackova, e la tripla di Madera. Le abbiamo prese: 30-31 all’intervallo.
svolta—
Nel terzo quarto si mettono in partita anche le nostre lunghe, Cubaj, Olbis e Keys, con canestri e rimbalzi. Zanda fa la Zanda, la leader, senza mai paura di sbagliare, e con una tripla dice: ci sono. Per dieci minuti è una camminata a braccetto con le ceche, fino all’ultimo secondo, quando uno step back da tre di Villa dà il +5 all’Italia. Il primo piccolo distacco per le azzurre. Quando a inizio quarto periodo ancora Villa segna il +7, da lì in poi può sembrare una piccola discesa. Ma poi arrivano quattro lunghissimi minuti di totale apnea, in cui non segna nessuno. È la difesa, sempre quella, a tenere in piedi le azzurre. La difesa e i rimbalzi. Poi Zanda sblocca tutto con un canestro in contropiede a 4’40” dalla fine. Ci avevamo provato in tutti i modi. Eravamo la squadra con la massima pressione di vincere una partita al Mondiale, quasi da favorita. È ancora più bello esserci riuscite. Prima della sirena, c’è tempo per un’azione bellissima: no look di Zanda, extra pass di Pan e canestro di Olbis. Poi le urla di gioia, di liberazione delle azzurre. Berlino stasera è di nuovo azzurra.
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