Lunga 399 cm, dispone di molti aiuti alla guida come il cruise control adattativo con centraggio di corsia e di utili funzioni, tra cui il sistema multimediale con comandi vocali (che si è dimostrato efficiente durate il nostro test) e la possibilità di aprire e chiudere le porte tramite lo smartphone. 

Un pregio della BYD Dolphin Surf è la disponibilità di spazio, sia davanti sia dietro, dove due persone stanno davvero comode (l’auto è omologata solo per quattro): c’è parecchio agio per le spalle e per la testa e pure le ginocchia non soffrono, anche se si tengono le poltrone anteriori abbastanza arretrate.

Comoda la posizione di guida, buona la visibilità anteriore (mentre è scarsa quella dietro attraverso il piccolo lunotto; per fortuna ci sono le telecamere a 360° che aiutano parecchio in manovra) e ben disposti i comandi principali a centro plancia, con dei pratici tasti fisici. Un po’ sottotono, invece, la piastra di ricarica degli smartphone, in plastica leggera e rigida nel tunnel centrale, che ostruisce i movimenti se si vogliono utilizzare le prese Usb sottostanti.

Una gradevole sorpresa è costituita dal motore (quello della Comfort, la versione più ricca e più potente, ha 156 CV), che mette a disposizione tre programmi di guida (selezionabili agendo su un comando a centro plancia): Normal, Eco e Sport. Il comportamento dell’auto cambia non poco, specie tra Eco, in cui la risposta all’acceleratore è lenta e Sport, che mette a disposizione tutta la potenza. Le sospensioni rispondono bene (sono state irrigidite rispetto a quelle delle versioni cinesi) e i freni ci sono parsi potenti, anche se il pedale appare un po’ spugnoso nella prima parte della corsa.

Quanto alla capacità di ricarica, alle colonnine rapide in corrente continua la pila accetta fino a 85 kW (Boost e Comfort), quindi per la casa l’auto può passare dal 10% all’80% di carica in 30 minuti, mentre con corrente alternata (fino a 11 kW) si può effettuare una carica completa (0-100%) in cinque ore. In questa prova abbiamo anche provato a ricaricare la Dolphin con una normale presa di corrente domestica, con risultati tutto sommato buoni.