Quando stamattina ha raggiunto assieme al nipote la sua proprietà, che si trova alla periferia di Andria lungo la provinciale 155 per Castel del Monte, si è subito reso conto che c’era qualcosa di strano nel cortile della sua villetta: un’auto ferma e poi due corpi ridotti a brandelli per un’esplosione. È stato un agricoltore 80enne di Andria a trovare quei cadaveri resi irriconoscibili dalla detonazione dell’esplosivo che stavano maneggiando con ogni probabilità per confezionare le cosiddette marmotte. Si tratta di piccoli ordigni composti da lame in ferro, inneschi e congegni esplosivi che vengono usati in una delle attività più fiorenti della criminalità pugliese, l’assalto agli sportelli automatici di banche e uffici postali. 

 

Non è ancora stato possibile identificare le vittime. Un aiuto arriverà dall’esito delle autopsie che la prossima settimana saranno eseguite nei laboratori dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, da Antonio De Donno. Gli elementi repertati dai carabinieri della Sezione scientifica investigativa e dagli artificieri sono diversi e da studiare per dare un nome e raccontare chi sono le vittime. Non è chiaro neppure come mai fossero lì, in una proprietà lontana dal centro abitato, lungo la provinciale 155, verso Minervino Murge. Era la prima volta che quel cortile era usato come laboratorio a cielo aperto di esplosivi, oppure è stato scelto anche in passato? Domande su cui lavorano i carabinieri che stanno vagliando il racconto del proprietario della villetta: ogni parola detta e ogni dettaglio raccolto, potrà essere un pezzo di un puzzle adesso indefinito.

L’attenzione degli inquirenti è rivolta anche all’auto trovata sul viale, una Ford Kuga risultata rubata, probabilmente utilizzata dalle vittime per arrivare sul posto. Bisogna chiarire anche se chi nell’esplosione è morto facesse parte oppure no di un gruppo, o più di uno, specializzato negli assalti a bancomat e postamat. Sul mezzo sono stati compiuti dei rilievi con la convinzione che qualsiasi cosa potrà aiutare a definire l’identità delle vittime.