In sala stampa anche Dario Baccin, nuovo direttore sportivo dell’Inter dopo l’addio di Ausilio

“Scontro diretto”, espressione complicata e indigesta, almeno nel ricordo che accompagna questa Inter scudettata. Adesso per la squadra di Cristian Chivu ne arriva uno fresco fresco, contro il Napoli di Max Allegri che in versione Diavolo vinse due derby su due l’anno passato. 

AD APPIANO – I campioni d’Italia, però, sembrano lanciatissimi dopo sei punti in cascina e tante certezze: “Mi mancavano queste due parole… – ha subito scherzato Chivu nella conferenza di vigilia -. E poi cosa vuol dire ‘scontro diretto’? Affrontare le grandi squadre per tradizione in generale o solo le squadre che arrivano tra le prime quattro? E allora Milan e Juve dove le lasciamo, perché l’anno scorso sono finite tanto indietro. Quelli non sono più scontri diretti? Napoli e Como invece sono scontri diretti? In realtà, per me sono tutti degli scontri diretti, anche contro le ultime… L’anno scorso a questo punto avevamo tre punti in meno, ma sappiamo che il Napoli sarà agguerrito. La sconfitta dell’anno scorso contro di loro ci ha dato più consapevolezza e forza, soprattutto nel sapere come gestire le ingiustizie: quando pensavamo di averne subita una, abbiamo smesso di giocare, ma dopo quella delusione abbiamo reagito e fatto un primo filotto. Non si possono mai paragonare le partite neanche quando si affronta lo stesso allenatore, ma vogliamo far vedere chi siamo. Serve tenacia e zero pensieri negativi perché questa squadra ha margini di miglioramento: voglio progresso, non perfezione”.

ANTI MAX – Chivu ha parlato a lungo del collega che incrocerà domani, riempiendolo di elogi: “Per quello che rappresenta Allegri per il calcio italiano, la mia stima è massima. Qualcuno può mettere in dubbio Max, ma non io: non dimentico ciò che ha vinto. L’anno scorso contro di lui abbiamo perso, ma ci siamo rialzati pensando all’obiettivo perché questo campionato è sempre una maratona. Comunque, non giocano gli allenatori, ma le squadre e sono entrambe ben preparate. Allegri è talmente bravo a capire ciò che siamo che preparerà ogni possibile situazione di gioco, ma noi non dobbiamo perdere la nostra identità dominante. Spero di avere imparato dai miei errori precedenti e di trasmettere tutto alla propria squadra. Perché vogliamo dominare le partite, sapendo che a volte qualche ripartenza si può concedere. Bisogna avere il coraggio e la spensieratezza giusta”. Un altro allenatore, invece, è stato appena premiato al posto suo come miglior allenatore della Serie A: “Mi congratulo con lui perché è un grande tecnico, conosciamo il suo grande lavoro al Como. Io ho delle anomalie caratteriali che non mi permettono mai di pensare al mio ego e ogni pensiero va ai miei giocatori felici. Poi non baratto mai un titolo individuale rispetto a uno collettivo, come lo scudetto”.

ADDIO AUSILIO – Altre parole per Piero Ausilio, che ieri ha detto addio al suo mondo dopo 28 anni: “Piero per me è un amico prima che un grande professionista – ha continuato Chivu -. Ho condiviso anni e anni con lui e vinto da calciatore ed allenatore. Nel calcio di oggi lui è un’eccezione per il numero di anni trascorsi in una stessa società e bisogna solo ringraziarlo. La giornata del suo addio è stata emozionante, abbiamo avuto modo di ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per noi”.

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I DUBBI – La formazione anti-Napoli resta comunque lastricata di dubbi, al netto della PioLa davanti, e Chivu non ha aperto particolari spioncini, partendo comunque da Pio partner di Lautaro (“Esposito non è quello dell’anno scorso, ma spero che sia meglio: ha una stagione alle spalle in cui ha fatto molto”) e dalla nuova colonia inglese: “Non sono curioso solo degli inglesi, ma anche degli altri che non hanno giocato, come Carlos Augusto e Micki. Stones e Jones stanno entrambi bene, hanno giocato già e presto faranno vedere quanto sono importanti. Ma anche Spence presto sarà pronto… Ho, comunque, 25 giocatori bravi e molti dubbi su chi far giocare: le scelte le faccio all’ultimo e non posso accontentare tutti. La bravura sta lì perché solo 11 possono essere felici, ma io credo nell’unità del gruppo e l’anno scorso ha dimostrato l’importanza dei 5 cambi e dell’apporto di chi entra”.

la conferenza—  

Vigilia di Inter-Napoli, terza giornata di campionato, big match della giornata insieme a Juve-Milan. Cristian Chivu in sala stampa ha presentato la sfida. Con lui anche Dario Baccin, nuovo direttore sportivo nerazzurro dopo l’addio di Piero Ausilio.