Quando il cuore “spezzato” sembra un infarto
Arrivare al pronto soccorso con un forte dolore al petto e scoprire che il cuore sta soffrendo, ma non per un’arteria coronaria ostruita. È ciò che può accadere nella sindrome di Takotsubo, conosciuta anche come sindrome del cuore infranto, una condizione cardiaca acuta che colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa e può comparire dopo un intenso stress emotivo o fisico. Il problema è che, nelle prime ore, Takotsubo e sindrome coronarica acuta possono assomigliarsi moltissimo: dolore toracico, alterazioni dell’elettrocardiogramma e aumento dei marcatori cardiaci. Per distinguerle con certezza è spesso necessario studiare le coronarie con un’angiografia invasiva. Ora un gruppo internazionale di ricercatori propone una nuova strada: cercare la differenza anche nel sangue.
Il BioTAK legge quattro biomarcatori
Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, ha coinvolto complessivamente 3.615 pazienti con sindrome coronarica acuta o Takotsubo. I ricercatori hanno prima costruito il modello su 1.823 persone e successivamente lo hanno verificato su un gruppo indipendente di 1.792 pazienti. Il risultato è il BioTAK score, un punteggio da 0 a 60 che combina il sesso biologico con quattro parametri misurabili nel sangue: NT-proBNP, sLOX-1, PAM e colesterolo LDL. Nella validazione esterna il modello ha mostrato un’elevata capacità di distinguere Takotsubo e sindrome coronarica acuta, con un’AUC di 0,93. Utilizzando le soglie prestabilite, quasi il 90% dei pazienti poteva essere collocato in una fascia di probabilità bassa o alta già prima dell’angiografia.
Perché la Takotsubo riguarda soprattutto le donne
Il nome “cuore infranto” rischia di far sembrare questa condizione quasi romantica. Non lo è. La Takotsubo è una vera sindrome cardiaca acuta, caratterizzata da una temporanea alterazione della capacità del ventricolo sinistro di contrarsi. Le donne rappresentavano oltre l’85% dei casi di Takotsubo anche nella coorte di validazione dello studio. Stress emotivi importanti possono precedere l’episodio, ma esistono anche fattori scatenanti fisici e non sempre è possibile identificarne uno. Proprio la forte prevalenza femminile rende interessante uno strumento che inserisce il sesso tra le informazioni diagnostiche insieme a parametri biologici oggettivi. E c’è un altro aspetto: mentre nell’infarto il problema è generalmente legato a un’ostruzione coronarica, nella Takotsubo il meccanismo è differente. Questa diversità sembra lasciare una sorta di “firma” nei biomarcatori circolanti che il BioTAK prova a intercettare.
Non sostituisce l’angiografia, almeno per ora
Il risultato è promettente, ma va interpretato senza scorciatoie. BioTAK non è ancora un semplice esame del sangue capace di dire autonomamente “infarto” oppure “cuore infranto”. È un punteggio diagnostico sviluppato in specifiche popolazioni di pazienti e dovrà dimostrare la propria utilità nella pratica clinica reale. Gli stessi ricercatori lo propongono come strumento di supporto alla diagnosi precoce, con la prospettiva di rendere più efficiente il percorso diagnostico e, in futuro, ridurre procedure invasive potenzialmente evitabili in pazienti selezionati. C’è poi un messaggio che viene prima di qualsiasi algoritmo: un dolore toracico improvviso deve essere trattato come un’emergenza, perché dai sintomi non è possibile distinguere autonomamente una Takotsubo da un infarto. Il BioTAK prova semmai a risolvere il problema che arriva subito dopo: aiutare i medici a capire più rapidamente quale delle due condizioni hanno davanti.

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European Heart Journal – Wenzl FA et al., “Takotsubo syndrome diagnosis: the biomarker-based BioTAK score” – 2026 – DOI 10.1093/eurheartj/ehag597
University of Zurich – Researchers develop biomarker score for broken-heart syndrome – 31 agosto 2026
King’s College London – Researchers create clinical tool that can diagnose “broken heart” syndrome – 3 settembre 2026
European Society of Cardiology / European Heart Journal – Takotsubo syndrome diagnosis: the biomarker-based BioTAK score – 2026