di
Renato Franco
La conduttrice di nuovo in onda da lunedì a venerdì alle 8 su Rai3
«Sarà un anno ricco e denso di spunti: ci sono le elezioni in Israele e poi quelle di midterm negli Stati Uniti, in primavera la Francia e probabilmente la Spagna. Ormai la politica estera è anche politica italiana, global significa local: le scelte degli altri Paesi ci influenzano direttamente. Sarà un anno interessantissimo, da raccontare giorno dopo giorno». Annalisa Bruchi torna in onda dal lunedì al venerdì (alle 8 su Rai3) con Agorà, il programma che apre la giornata dell’approfondimento Rai raccontando il mondo che cambia, gli scenari internazionali e la politica interna, i temi sociali e gli aspetti economici, che è il taglio a cui la giornalista da sempre è più attenta. «“Tutto fa economia” è uno slogan che uso da tempo e non tramonta mai. Anzi, in un mondo globalizzato è un dato di fatto ancor più confermato».
Rispetto a un tempo, quando sembravano argomenti per iniziati, economia e finanza trovano sempre di più l’interesse dei cittadini: «Le persone non si fermano alla superficie. Ogni parte politica oggi dà la sua interpretazione economica, per questo anche ad Agorà puntiamo ad avere in ogni puntata un economista o un esperto che spieghi come stanno le cose veramente: in sostanza un tecnico che fa da Cassazione con un fact-checking economico immediato. Così i dati non vengono più tirati da una parte e dall’altra a seconda della convenienza».
Il dialogo con il pubblico è uno degli aspetti che Annalisa Bruchi vuole sviluppare: «Gli spettatori spesso sono molto acuti, cercheremo un’interazione in diretta con loro, via mail e social. La mia idea è quella di far partecipare il pubblico nello spirito di una vera agorà».
La politica litiga non solo sui numeri. Sembra che i programmi di inchiesta vengano fatti solo da giornalisti schierati a sinistra. «Viviamo un periodo in cui si tende troppo ad appiccicare etichette. Io vengo dalla scuola di Giovanni Minoli, e all’epoca non si parlava di un’inchiesta di sinistra o di destra. Lo spirito del tempo è cambiato e poi la verità è un’altra: purtroppo c’è poco giornalismo di inchiesta perché costa tanto, in termini di tempo e soldi».
Cosa la sorprende di Trump? «Niente e tutto ormai. Ogni tanto non riesco neanche a capire se certe dichiarazioni sono sue o se sono dettate dall’intelligenza artificiale. È un uomo televisivo, “You are fired”, sei licenziato, era il suo marchio di fabbrica quando conduceva il reality The Apprentice: dobbiamo fare pace con il fatto che lui è uno showman».
5 settembre 2026
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