Al Festival del cinema di Venezia 2026 un pratese fra i protagonisti. Con la sua casa di produzione Solaria Film Emanuele Nespeca è presente con due lavori di prossima programmazione nelle sale. Il primo è Holy Wood Dust diretto da Victor Kossakovsky, il regista per due volte nella short list dei premi Oscar, e la partecipazione di Stefano Mancuso, botanico fra i più famosi a livello internazionale: sarà sugli schermi del Lido domani alle 17. “Sapete, non capisco come si possa passare davanti ad un albero e non provare gioia nel vederlo” è la frase di lancio del documentario, tratta da L’idiota di Fedor Dostoevski e rende bene l’idea del senso del lavoro collettivo a cui ha partecipato il produttore pratese. E proprio il magico mondo degli alberi è protagonista di questa co-produzione che coinvolge Italia, Germania e Spagna. Kossakovsky e Mancuso accompagnano il pubblico in un viaggio senza precedenti nella vita degli alberi. Cosa succede nel secondo successivo all’abbattimento di un albero? Cosa pensa e prova quell’albero in quel preciso istante? Holy Wood Dust è un invito a ripensare radicalmente al regno vegetale da una prospettiva nuova e rivoluzionaria.

“L’ingresso in questa avventura straordinaria è stato possibile grazie a Be Water Film e alla visione di Matteo Guerra, che ha avuto il coraggio di ra profondamente controcorrente, che non segue le mode del momento – ricorda Nespeca –. Abbiamo girato tra boschi secolari in Trentino e viaggiato tra Danimarca, Germania, Spagna, Italia. C’è un aspetto che mi rende particolarmente orgoglioso come pratese: un tassello fondamentale e complesso è nato proprio qui a Prato, all’interno di Manifatture Digitali dove abbiamo ricostruito una micro serra sperimentale per filmare la nascita dei germogli con sofisticate tecniche marco frame by frame. Nella mia carriera ho affrontato ogni declinazione del genere documentario – aggiunge – dalle biografie ai racconti scientifici e sportivi, ma ho sempre coltivato un amore particolare per il documentario creativo, quel cinema che usa il reale, gli archivi o le interviste per comporre una metafora, proporre un pensiero drammaturgico e farsi narrazione”.

Tre giorni dopo il passaggio veneziano di Holy Wood Dust, Emanuele Nespeca sarà di nuovo al festival con un’altra produzione: mercoledì 9 alle 11.30 la sua Solaria Film sarà di scena con Se venisse anche l’inferno nella sezione Giornate degli autori. Film di Samuele Rossi con Luca Tanganelli, Giusi Merli, Giorgio Colangeli, Ivan Franek che racconta l’inverno 1944, la stagione più buia della guerra in Italia. “Un opera che appartiene ad una idea di cinema di qualche anno fa, controcorrente non solo perché affronta la Resistenza e i partigiani, ma perché lo fa con il linguaggio del cinema del reale in maniera integrale ed estrema. Fin dalla prima inquadratura lo spettatore si ritrova incollato al corpo e al respiro del giovane protagonista, rimasto solo tra le nevi nel tragico inverno del 1944”. Parole di Nespeca, alla vigilia della première veneziana.

Federco Berti