«The baddest bitch ain’t in Milano. Sono di un paesino di provincia con massimo 4000 abitanti». Questa l’autocertificazione di Clara su Instagram.

Ma come «la ragazza della porta accanto» – se hai una fortuna sfacciata, s’intende, roba che neppure il Gastone di Paperino – dice, si dice, le parolacce? La traduzione letterale non inganni. Le cose non stanno più come nel 1974 quando Elton John cantava per la prima volta The bitch is back, che Bernie Taupin scrisse ispirandosi alla moglie da lui ritenuta rompiballe oltre il lecito.

A dispetto delle apparenze, baddest bitch, nello slang di un certo mondo, non è affatto offensivo. Lasciando perdere pericolosi rimandi al titolo di una pellicola di Nando Cicero, in italiano suona tipo ragazza pazzesca, intesa come tosta.

Quel filo che la lega ancora alle sue radici

Ciò che però più interessa è che Clara, pur essendo milanese d’adozione sin dai tempi in cui, sedicenne, debuttò nella moda, non perda occasione per ricordare le radici. La lista è lunga ma vale la pena segnalare alcuni episodi salienti. Alla sua prima conferenza stampa in assoluto, il 29 gennaio 2024, al Cinemino di Milano, organizzata per Warner Music Italia da Giorgia Sbrissa, fresca della vittoria a Sanremo Giovani con Boulevard e prossima a gareggiare all’Ariston con Diamanti grezzi, Clara non ci mise molto per parlare della natia Travedona Monate e del cinema del cuore, il Santamanzio. E ringraziare pubblicamente la maestra di canto di quando era adolescente, Beatrice Binda, di Induno, più tardi da lei chiamata come vocal coach.

Dieci giorni dopo il Festival, pubblicò l’album d’esordio. Nelle note di copertina, scrisse, a mano: «Dedico Primo con amore alla mia preziosa famiglia, al cane Coco, alle esperienze vissute, al mio paese, Travedona Monate, e ai miei legami più cari».

A Travedona tutte e tutti la definiscono «una bravissima ragazza». Il gruppo di volontari che, con l’aiuto di parrocchia e Comune, gestisce il Santamanzio non ha esitato a togliere dalla programmazione nel 2024 Povere creature, film Leone d’Oro, e nel 2025 A complete unknown, biopic su Bob Dylan, per proiettare in diretta su grande schermo il Festival di Sanremo.

Dal Varesotto alla conquista del mondo musicale

Città dei fiori in cui l’ex Giulia/Crazy J di Mare fuori è tornata quest’anno, a Ferragosto, per un concerto in piazzale Pian di Nave aperto da «Un saluto a tutte le ragazze di provincia come me». A inizio mese, Clara aveva partecipato alla Festa di Monate, alla Canottieri. Una ragazza l’ha fermata per farle leggere la mail inviata da un docente del Manzoni di Varese in cui segnalava con orgoglio che Soccini aveva studiato lì, al linguistico. Sorpresa relativa per chi ricorda quanto di bello scrisse per La Prealpina Federica Franzetti, sua «maestra alla scuola dell’infanzia Leva che Clara ha frequentato quando ancora c’erano le suore». Lettera aperta inviata sull’onda delle emozioni suscitate dal concerto varesino – purtroppo finora unico – della cantante e autrice 26enne. Serata, quella del 20 luglio 2024, che vide i Giardini Estensi trasformati in colonia di Travedona Monate. Tante le bambine, alcune salutate nominalmente dal palco.

Clara piace anche a loro e non solo perché ha cantato la sigla delle Winx. Vero che a fare tendenza alla Warner è Annalisa – altra che non riuscirebbe a risultare volgare neppure impegnandosi – ma Clara, pur se il fisico lo permette, non può giocare unicamente a porsi come sexy o bad girl. Non è “a fata!” solo per i romani.