L’allenatore del Milan sfida la Juve in cui gioca il figlio del suo “miglior nemico” portoghese: rivali sulle panchine di Sporting e Porto dal 2019 al 2024, hanno vissuto numerosi momenti di tensione


Fabio Russo

Giornalista

5 settembre – 12:35 – MILANO

Nel nome del padre. Ci sarà una sfida nella sfida molto particolare per Francisco Conceiçao durante il prossimo Juve-Milan. L’esterno portoghese, infatti, ritroverà per la prima volta dopo più di due anni da avversario quel Ruben Amorim, tecnico rossonero, che è stato “il miglior nemico” del padre Sergio nel duello tra Sporting e Porto che ha caratterizzato il calcio portoghese nel quinquennio 2019-24. Uno scontro caratterizzato da frecciate, accuse, botta e risposta in conferenza stampa e faccia a faccia in campo e che ancora a distanza di anni lascia gelidi i rapporti tra i due. “Non ho un rapporto con Sergio Conceiçao – ha detto Amorim, sorridendo, durante la sua presentazione al Milan -, perché eravamo rivali e sono passati pochi anni, quindi è ancora tutto fresco”.

amorim-conceiçao, che rivalità—  

Un concetto simile a quello espresso quando, al debutto sulla panchina del Manchester United, gli domandarono cosa pensasse dell’usanza di Sir Alex Ferguson, di offrire un bicchiere di vino al tecnico avversario dopo la partita. “Veniamo da una cultura completamente diversa. Immaginate, alla fine di una partita, io e Sergio Conceiçao che beviamo un bicchiere di vino. Sarebbe una scena piuttosto insolita”. E dire che, l’ultima volta che si erano visti, era finita con un abbraccio perché alla fine, come tutti i grandi rivali, la stima reciproca è elemento che non manca mai. E pure in quel caso, era stato l’alcool a scatenare le punzecchiature reciproche. Scenario, la finale di Coppa del Portogallo del 2024, ultima gara di Conceiçao sulla panchina del Porto. Alla vigilia, l’ex esterno di Inter, Parma e Lazio si era augurato di “bere qualche birra”, utilizzando questa metafora come sinonimo di festeggiare un trofeo, “soprattutto perché Ruben ne ha già bevute due o tre”. “Sergio Conceiçao ha parlato di birra, non gli farebbe male stare un anno senza bere…”, aveva ribattuto Amorim. Alla fine, a brindare, era stato il tecnico del Porto, al suo ultimo titolo sulla panchina dei Dragoes. 

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gli scontri tra amorim e conceiçao—  

Il bilancio parla di undici titoli in sette anni per Conceiçao al Porto e cinque in cinque anni per Amorim allo Sporting Lisbona. Sette vittorie per l’ex esterno a fronte di 5 pareggi e 4 sconfitte, due delle quali, però, nei primi due incroci tra i due. E chissà che non sia nata lì la loro rivalità, con l’esperto Sergio (di 11 anni più grande e già da 6 stagioni in panchina) sorpreso dall’esuberante Ruben, 34enne alla prima esperienza da allenatore. Lo scontro più pesante tra i due avviene al termine della semifinale di Coppa del Portogallo del 3 marzo 2022: al fischio finale, Amorim si avvicina all’avversario, mima con la mano il gesto di un tuffo, e attacca. “Sergio, ascolta una cosa: i tuoi giocatori si buttano, l’hanno imparato da te… Non sanno giocare”, accusa arrivando faccia a faccia con il collega. “Perché me lo stai dicendo al rallentatore? Parlami normale, sembri ritardato”, ribatte, caustico, Conceiçao. “Non è successo nulla, Sergio Conceiçao era felice, io ero arrabbiato: ha applaudito il giallo a Porro per la simulazione, l’ho trovato ironico e gliel’ho detto”, proverà a chiarire l’attuale allenatore del Milan dopo la partita. Nuovo capitolo, un anno più tardi: il 18 dicembre 2023 lo Sporting e Amorim riescono finalmente a battere il Porto e Conceiçao dopo quasi 3 anni. “Dalla festa che hanno fatto, sembra che il campionato sia finito oggi, ma i conti si fanno a maggio”, punge l’ex ala. “Il fatto che abbia parlato dopo aver perso è già positivo”, replica, sarcastico, l’ex centrocampista. Adesso, sulla sua strada, domenica sera allo Stadium, ci sarà l’erede Francisco, che ha già affrontato 5 volte (1 vittoria a testa e 3 pareggi) e verso il quale ha mostrato profondo rispetto, tanto da arrivare a schierare un difensore centrale sulla fascia a centrocampo, Gonçalo Inacio, per limitarlo. Stima e rivalità: per Amorim, con i Conceiçao, dev’essere proprio una questione di famiglia…