C’è una collezione privata di dimensioni gargantuesche. Era di proprietà dell’architetto Edmondo Bongioanni, scomparso lo scorso 30 giugno. Professore in pensione ed enorme appassionato di arte, viveva da solo, in una casa a Mondovì Piazza, dove nel corso dei decenni aveva custodito, arricchito e curato una collezione di 400 quadri.
Una collezione privata imponente, iniziata dalla sua famiglia nel secolo precedente, portata avanti da cinque generazioni e da lui custodita. Quattrocento opere, tra dipinti e sculture di oltre 120 artisti nati tra inizio Ottocento e metà Novecento, monregalesi o in qualche modo legati a Mondovì. Tra i nomi degli artisti Francesco Toscano, Nino Fracchia, Andrea Vinay, Ego Bianchi, Francesco Franco. Lui l’aveva intitolata ai genitori: “Pinacoteca Magda e Giuseppe Bongioanni”.
Che farne?
Nel 2017 Bongioanni li aveva donati tutti alla Fondazione CRC (grazie a un progetto della Fondazione, “Donare”) che nel 2018 aveva selezionato 50 artisti e aveva allestito una mostra, allestita nell’Antico Palazzo di Città: “Le quattro stagioni della Pinacoteca Bongioanni. 1809 – 1994: 50 artisti monregalesi”. Dipinti-manifesto come il “Ritratto del trisnonno” di Vinay e la “Borgata Monregalese” di Marco Lattes, ma anche la perizia tecnica e la ricerca di Ego Bianchi e di Francesco Franco.
La Fondazione li aveva anche fatti stimare, per inserirli a patrimonio: il “valore contabile” dell’intera collezione si aggira sui 100 mila euro.
Da due mesi, dopo la morte dell’architetto, ci si sta interrogando su una qualche possibile destinazione della collezione. L’architetto Lorenzo Mamino, che fu anche docente di Bongioanni alla Facoltà di Architettura, aveva già portato il tema all’attenzione pubblica, con una lettera.
C’è chi aveva ipotizzato di utilizzare uno spazio nel “nuovo” Polo espositivo delle “Orfane”, dove il secondo piano – da poco inaugurato – è stato pensato proprio per essere dedicato all’arte, ospitando in modo permanente o temporaneo opere di grandi artisti tessendo rapporti con grandi Enti di livello nazionale e internazionale. La collezione Bongioanni, come detto, è di dimensioni gigantesche. Impossibile, dunque, chiedersi se e come collocare in quello spazio una quantità enorme di opere di pittori locali.
Oggi il tema è finito anche al centro di un’interrogazione consigliare, a firma dei consiglieri di Centrosinistra Gasco, Morandini e Oreglia. «La collezione è significativa dal punto di vista antologico, e potrebbe costituire il nucleo per una raccolta di arti figurative che conservi opere ulteriori di artisti monregalesi. La dimensione cittadina della collezione e la sua messa a disposizione da parte del donatore suggeriscono che l’occasione non debba essere lasciata cadere». E chiedono: «Ci sono state interlocuzioni tra la Fondazione CRC e il Comune? L’Amministrazione intende avviare un percorso progettuale e individuare un contenitore adeguato?».
