Due artisti di generazioni diverse, due linguaggi differenti e una stessa ricerca sui confini incerti dell’identità e della forma. Dal 5 al 27 settembre, gli spazi di Palazzetto Tito, sede veneziana della Fondazione Bevilacqua La Masa, ospitano Tutte le creature abitano il confine, mostra bi-personale dedicata alle opere di Henri Beaufour e Chiara Calore.
Curata da Luca Berta e Francesca Giubilei, l’esposizione nasce come un confronto tra le visioni dei due artisti e ha assunto un significato ancora più intenso dopo la scomparsa di Beaufour, vissuto tra il 1965 e il 2025. Quella che avrebbe dovuto essere una conversazione tra due autori si è così trasformata in un dialogo capace di oltrepassare il tempo, mettendo le opere in relazione diretta tra loro.
A unire Beaufour e Calore è soprattutto l’interesse per figure e soggetti che sembrano trovarsi continuamente in una fase di trasformazione. Nelle loro opere i confini tra umano e animale, terreno e ultraterreno, quotidiano e mitologico diventano instabili, fino a perdere una distinzione precisa.
Il percorso si sviluppa al primo piano di Palazzetto Tito attraverso un continuo confronto tra opposti. Le immagini e le forme sembrano oltrepassare i propri limiti, dando vita a uno spazio sospeso nel quale ciò che appare familiare può improvvisamente assumere caratteristiche inquietanti o indecifrabili.
Nelle opere di Chiara Calore, nata nel 1994, le figure sono costruite con grande attenzione al dettaglio e immerse in superfici pittoriche densamente popolate. Attorno ai protagonisti si accumulano esseri, oggetti e piccoli episodi, creando composizioni nelle quali ogni elemento sembra contribuire a una narrazione più ampia e mai completamente definita.
Le sculture di Henri Beaufour, invece, puntano sulla materia e sull’impronta. Le superfici appaiono instabili e attraversate da tensioni, quasi fossero territori di passaggio nei quali il gesto dello scultore registra direttamente una condizione interiore. La forma non appare quindi definitiva, ma sembra ancora impegnata nel proprio processo di trasformazione.
Proprio questa instabilità diventa il terreno comune sul quale si incontrano i due artisti. Tutte le creature abitano il confine propone così una riflessione sull’alterità e sulla metamorfosi, ma anche sulla possibilità dell’arte di continuare a produrre relazioni e nuovi significati oltre le intenzioni originarie e oltre la presenza stessa degli autori
Dove: Palazzetto Tito, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
Quando: dal 5 al 27 settembre
Cosa: mostra bi-personale Tutte le creature abitano il confine
Artisti: Henri Beaufour e Chiara Calore
A cura di: Luca Berta e Francesca Giubilei