Il tecnico liquida la polemica con il tecnico dell’Inter e si concentra sulla squadra di Spalletti: “Abbiamo lavorato sul possesso palla. Pavlovic e Mario Gila a volte si sentono numeri 10, va bene ma ci fa correre qualche rischio”
Ci sono due nuovi studenti all’ultimo banco durante la conferenza stampa di Ruben Amorim: Gerry Cardinale, proprietario del Milan con il fondo RedBird, e l’amministratore delegato Massimo Calvelli. Al Milan, comandano loro. Si siedono a fondo sala e ascoltano il loro allenatore per la prima volta. “Parlo con Cardinale e Calvelli ogni giorno, non è abituale averli in conferenza ma per me è normale averli qui”, dice Amorim. E, davanti a chi ha deciso con lui, approva il mercato in tutto: “Do 10 al mercato del Milan, per me i miei giocatori sono i migliori al mondo. Sono felice del mercato, abbiamo nuovi giocatori che sono top player, ci aiuteranno in stagione e in futuro. Ognuno nel club deve essere allineato sui giocatori che arrivano, se non siamo d’accordo preferiamo tornare a pensare”. A margine, la spiegazione attesa sul reintegro di Fikayo Tomori: “Abbiamo avuto un problema con Gabbia, che non sappiamo quanto durerà, e una situazione simile con Gila nella preseason. Tomori è in buona forma e l’importante è la squadra: la cosa migliore era riportarlo in squadra”.
polemica con chivu—
Amorim, davanti a Cardinale, deve affrontare la prima polemica dell’anno. Christian Chivu si è chiesto che scontro diretto sia Juve-Milan, visto che a maggio sono arrivate dietro in classifica, e Amorim non raccoglie la provocazione (sempre che di provocazione si tratti…): “Che cosa rispondo a Chivu? Niente. So solo che, se dovessimo vincere, saremmo in testa alla classifica. Sono molto concentrato sulla partita”. E ancora: “Se devo motivare i giocatori appendendo dei cartelli con le frasi di Chivu, abbiamo un problema. Dobbiamo essere onesti con i tifosi, abbiamo molto da fare per portare la squadra dove merita. Per me il Milan è il miglior club italiano, abbiamo sette Champions ma in 20 anni abbiamo vinto due scudetti e nessuna Coppa Italia. Non mi importa quello che Chivu ha detto, mi importa capire perché siamo arrivati indietro in classifica”.
il calendario—
Ah, c’è un’altra polemica: il calendario. Tema caro da anni ai milanisti, che si sentono penalizzati. Amorim risponde a una domanda sulle sequenze di 4 partite in 10 giorni e non si tira indietro: “Non mi è mai capitata una cosa così, una sequenza così di partite, non l’ho mai vista nemmeno in Premier League. Sarà dura ma ruoteremo, faremo turnover, e tutti avranno minuti. Fino a gennaio voglio vederli tutti”. Di questo risentiremo parlare.
la juve—
Sì, ma la partita? Amorim non dà indizi di formazione e prova a normalizzarla: “Sono eccitato, non preoccupato. È un giorno normale nel mio lavoro. Penso che la squadra sia pronta e io sono pronto. Una grande partita per me è uguale a una piccola, tutti sono big match per me, e il problema in passato sono state le partite con le piccole”. Poi racconta su che cosa ha lavorato in settimana. “Abbiamo avuto problemi con il possesso palla. Abbiamo lavorato molto sulle marcature preventive questa settimana. Certo, abbiamo Pavlovic e Mario Gila che a volte si sentono numeri 10 e questo mi piace ma ci può fare correre qualche rischio di troppo”. Alla fine, quasi in chiusura, c’è un messaggino per la Juve: “Ho eliminato la Juve da calciatore in semifinale di Europa League col Benfica ma non ho mai vinto contro di lei da allenatore. Domani sarò pronto a farlo per la prima volta…”. Sfida lanciata.
la sfida —
Juventus e Milan si affrontano a Torino per la terza giornata di andata. Le grandi deluse della scorsa stagione hanno iniziato il campionato con due vittorie e ora si sfidano nel primo big match del loro calendario domani alle 20.45
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