Un’idea fortemente innovativa tra le centinaia di brevetti depositati dalla casa di Maranello: dei fanali sulla coda che possono estendersi verso l’esterno per aumentare il carico aerodinamico. Ecco come sono
Maurizio Bertera
5 settembre – 11:09 – MILANO
Non fa notizia che una grande casa come Ferrari depositi brevetti su brevetti di soluzioni tecniche destinate ai futuri modelli. Altre innovazioni sono, invece, unicamente un modo di tutelare un’idea senza che per forza di cose debba essere trasferita su una vettura stradale. Comunque sia nei 114 depositati solo in agosto – e questo fa capire quante idee nascano a Maranello – una sta facendo parlare molto. Vistata dall’ufficio brevetti degli Stati Uniti il 20 agosto 2026, è una soluzione di aerodinamica attiva, immaginata intorno alle forme di una hypercar estrema in stile del Cavallino come anche nell’applicazione (semplificata) sul Purosangue. I disegni rivelano un’auto rivoluzionaria con fari che fungono da spoiler attivi. Con un frontale che ricorda la 849 Testarossa e un’ispirazione alla F80, il design generale è quasi identico alla concept car che molti hanno dimenticato: la Ferrari F76. Originariamente concepita per l’era digitale, progettata per celebrare i 76 anni di partecipazione della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans, quest’auto verrà infine venduta come prodotto digitale-digitale (Nft). Questa hypercar su sfondo bianco non presenta né portiere né vano motore dietro l’abitacolo: lo spazio dietro questa sporgenza è infatti lasciato aperto per creare quello che la casa di Maranello descrive nel brevetto come “un canale aerodinamico assiale che si estende dietro l’abitacolo”. Curioso, originale e mai visto prima.
il richiamo alla mclaren —
Questo disegno potrebbe anche rappresentare solo un progetto di presentazione, forse per annunciare una futura integrazione di un nuovo sistema di illuminazione aerodinamica sui loro modelli. L’innovazione presenta una striscia luminosa a Led nascosta sotto l’alettone posteriore e appena sopra il diffusore, che può assumere fino a tre diverse posizioni per due funzioni distinte. In questo modo, non solo svolge la sua funzione di illuminazione, ma estende anche la lunghezza e l’ala della vettura, creando una “coda lunga”, simile all’alettone posteriore attivo della McLaren W1, hypercar ibrida presentata nell’ottobre del 2024 ed erede spirtuale della F1 e della P1. In realtà, in posizione normale, queste luci non hanno altra funzione se non quella di illuminare, ma quando il sistema viene attivato, l’unità ottica si muove simultaneamente all’indietro e verso l’alto, uscendo dal canale aerodinamico per intercettare il flusso d’aria a valle dell’ala. E quindi finisce per creare un alettone.
LA FRASE DEL DRAKE—
L’alloggiamento del fanale posteriore diventa quindi un’ulteriore superficie aerodinamica, progettata per aumentare la deportanza al posteriore. Una terza posizione, più radicale, ostruirebbe addirittura il canale tra il diffusore e l’alettone. Come ulteriore vantaggio, i due fanali posteriori sono alloggiati in involucri separati, consentendo un controllo indipendente del flusso d’aria su ciascun lato della vettura, in modo simile alla Pagani Huayra. All’inizio del brevetto, un disegno utilizza la Purosangue: sul primo Suv del Cavallino viene presentata una versione semplificata del dispositivo di illuminazione mobile, senza alettone, spoiler o diffusore. Non presenta quindi componenti aerodinamici aggiuntivi rispetto alla versione base nè si vede neppure un canale aerodinamico dedicato; il gruppo ottico del Suv ruota semplicemente all’indietro e verso l’alto, estendendosi oltre il bordo d’uscita dell’alettone, quasi a creare uno spoiler, sufficiente a modificare il flusso d’aria. Ha senso non lasciarsi prendere dall’entusiasmo perché un brevetto depositato non implica necessariamente la produzione ma l’idea appare molto interessante. E smentisce, una volta tanto, una storica frase di Enzo Ferrari. Il Drake sosteneva che “L’aerodinamica è per chi non sa costruire motori”. Ma la realtà racconta che nei modelli prestazionali del Cavallino, l’aspetto è sempre più curato (giustamente) per ragioni tecniche ed estetiche.
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