Ci sono due modi di guardare il sabato della Ferrari. Da un lato, c’è il rammarico perché in qualifica sono emersi dei problemi che hanno limitato un po’ le performance della SF-26, chiudendo in quarta e quinta posizione rispettivamente con Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Dall’altra parte, il distacco da chi era ritenuto il vero riferimento, ossia la Mercedes, non è così ampio, per giunta su una pista non amica.
Certo, George Russell nell’ultimo tentativo ha pagato l’essere troppo vicino a Max Verstappen, ma è vero che la Ferrari era ben consapevole che qui, pur con il nuovo motore, non sarebbe stato facile prendersi la pole. Certo, a Spa e a Silverstone anche in qualifica la Rossa ha sorpreso, ma è anche vero che erano piste dove c’era più margine per fare la differenza in curva e le scie avevano un ruolo meno decisivo.
Ciò che nessuno si aspettava, però, era la pole dell’Alpine. “Penso che ci siamo complicati la vita, al di là delle scelte sulle gomme” – ha esordito Leclerc -. “È sempre deludente chiudere solamente al quarto posto, ma è anche vero che ci aspettavamo un gap significativo arrivando qui. Probabilmente non ci aspettavamo il distacco dal team che ha fatto la pole. Ma sono felice per Pierre”.
Charles Leclerc, Ferrari, Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
C’è però un altro aspetto che lascia del rammarico in casa Ferrari più che la posizione o il distacco dalla pole, bensì cosa non abbia funzionato in qualifica. Non è la prima volta in stagione che la Rossa patisce dei problemi di gestione dell’energia nel momento decisivo, il che può costare centesimi importanti che possono fare la differenza in termini di posizione in griglia.
In un regolamento dove la gestione dell’energia è chiave, ancor di più su un tracciato dove ci sono solo 5 MJ a disposizione in ricarica, diventa fondamentale usarla nei punti giusti ed è qualcosa che, secondo Leclerc, è mancato al Cavallino anche nella qualifica di Monza: “Siamo stati ben lontani dalla perfezione in questa qualifica. Abbiamo avuto parecchi problemi in background. È una pista molto impegnativa e difficile da ottimizzare sotto il profilo della Power Unit insieme alla guida qui a Monza”.
A pesare ancora di più è il fatto che questi problemi siano sorti proprio solo in qualifica e non durante le libere, il che avrebbe lasciato maggior tempo per provare a comprendere cosa non avesse funzionato e trovare delle soluzioni. Il problema è emerso soprattutto in Q2 ed è anche uno dei motivi che hanno poi portato Leclerc a rischiare l’eliminazione nella seconda manche.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Ma credo che siamo stati troppo sub‑ottimali e alla fine abbiamo pagato il prezzo. Era qualcosa più legato alla gestione dell’energia. Ed è qualcosa che dovremo analizzare, perché non avevamo avuto nessuno di questi problemi prima della qualifica. E iniziare a doverci fare i conti durante la qualifica non è l’ideale”, ha aggiunto il Ferrarista.
“Soprattutto, ho iniziato il mio ultimo giro in Q2 con le gomme nuove proprio quando in cui il problema della batteria si è manifestato di più. E quindi il mio tempo non valeva nulla. Speravo che il primo tempo riuscisse a passare il taglio, cosa che è successa. Ma non è stato piacevole trovarsi in questa posizione, soprattutto qui a Monza”.
“Penso che con queste vetture, appena sei un po’ fuori dalla finestra ottimale della PU, puoi perdere tantissimo. E vale anche il contrario: quando fai tutto alla perfezione, puoi fare una grande differenza. E credo che Alpine e Pierre, con la guida, oggi abbiano fatto tutto in modo impeccabile”.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
C’è anche un altro elemento: la Power Unit Mercedes, e in particolare la W17 che ha un’ottima efficienza aerodinamica, riescono a usare tanta potenza e raggiungere velocità di punta elevate anche senza l’ala ribaltabile: “La Mercedes spinge forte nei rettilinei, proprio dove noi non possiamo mettere potenza. Quindi, per definizione, ci sarà una grande differenza in alcuni rettilinei. Vediamo se riusciremo a trovare qualche miracolo per sorprenderli in qualche altro punto”.
Questo è un tema anche in ottica gara. Da un certo punto di vista, in qualifica il gap spesso si espande, in particolare quando si va su con le mappature, ma in gara, quando gli spazi di frenata si allungano e ci sono più opportunità di recuperare energia, alcune cose tendono ad appiattirsi. Questa è la speranza in casa Ferrari in vista di domani, anche se non sarà semplice.
Secondo Leclerc, la SF-26 sarà concreta e rapida sul passo gara, facendo la differenza in curva, ma a spaventarlo sono le carenze sui rettilinei, specie nella prima parte del giro, dove Mercedes si è mostrata più efficace per tutto il weekend: “Mi aspetto che saremo più forti in gara, ma è anche vero che sui rettilinei domani faticheremo. E saremo piuttosto esposti agli altri. Però nelle curve siamo veloci. Quindi spero che questo ci aiuti a restare con loro. Farò di tutto per provare a fare una magia”.
Leggi anche:
Vogliamo la vostra opinione!
Cosa vorresti vedere su Motorsport.com?
Partecipate al nostro sondaggio di 5 minuti.
– Il team di Motorsport.com