Italia-Polonia 3-1 (25-19, 25-19, 21-25, 25-16): il racconto

(Pierfrancesco Catucci) La più bella Italia dell’Europeo nella partita più importante fino a questo momento. Le azzurre battono 3-1 (25-19, 25-19, 21-25, x-x) la Polonia e domani alle 18 italiane sfideranno in finale la Turchia di Daniele Santarelli alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, davanti ai 16mila tifosi attesi quasi tutti per le ragazze di casa che in semifinale hanno travolto 3-0 la Serbia. Anche nella difficoltà del terzo set, quando i cambi di Lavarini sembra possano incartare l’Italia, le azzurre lasciano qualcosa per strada, si riorganizzano e nel quarto set tornano a dominare una partita che avevano già abbondantemente indirizzato nei primi due set.
E così il commissario tecnico Julio Velasco diventa il primo allenatore della storia della pallavolo a giocare una finale europea con la Nazionale maschile (ne ha vinti tre nel 1989, 1993 e 1995) e con quella femminile. Di fronte (per la settima partita delle dieci giocate in questo torneo continentale) avrà ancora un tecnico italiano, quel Daniele Santarelli che con la Turchia ha vinto l’oro mondiale nel 2022 e quello continentale nel 2023 e che quest’anno ha conquistato la Nations League. Sarà Paola Egonu contro Melissa Vargas, due tra le opposte più forti al mondo, visto che la Turchia alla viglia della rassegna ha dovuto rinunciare a Ebrar Karakurt (l’opposta schierata come schiacciatrice con un modulo molto simile a quello azzurro con Egonu e Antropova), fermata da problemi di natura ossea.
Velasco parte con la formazione migliore: Orro al palleggio, Egonu opposta, Antropova e Sylla schiacciatrici, Fahr e Danesi centrali e Fersino libero. L’Italia parte lancia in resta: comincia con l’ace di Orro e prosegue con un’ottima quadratura a muro (saranno 7 quelli vincenti alla fine del primo set) e buone soluzioni in attacco, trascinata da una Egonu in forma smagliante (9 punti nel primo parziale). La Polonia è un po’ più lenta a carburare, ma è comunque nella partita con le attaccanti che provano a giocare sul muro di Orro. Non riesce, però, ad alzare il livello del proprio gioco per impensierire per davvero la squadra azzurra che detta il ritmo e porta a casa il primo set senza troppe difficoltà. E continua a dominare il gioco anche nel secondo, con Lavarini che prova a più riprese a scuotere la sua squadra: «Non c’è tempo, dobbiamo essere più aggressive», ripete nei time out il commissario tecnico delle polacche. L’Italia continua a dominare: il muro è impenetrabile, la difesa raccoglie anche i palloni più difficili e le attaccanti passano con grande regolarità. La Polonia è solo sulle spalle della schiacciatrice Czyrnianska, ma ovviamente non può essere sufficiente contro un’Italia così solida che vince con autorevolezza anche il secondo parziale. Lavarini cambia la sua polonia con Zczurowska opposta al posto di una spenta Stysiak e la schiacciatrice Damase al posto di Lampkowska. Le polacche partono decisamente meglio e prendono alla sprovvista le azzurre. L’Italia è un po’ più fallosa e solo nel finale di set riesce a trovare le contromisure a un’ottima Szczurowska. Ma è troppo tardi, un’arrembante Polonia riapre la partita. L’Italia incassa il colpo e reagisce immediatamente. Ritrova la qualità nei fondamentali e la lucidità nelle scelte e, trascinata da Sylla, si mette sin dai primi palloni a dettare il ritmo. E conquista il pass per la finale di domani.