Leone XIV saluta mamme e papà con i loro bambini riuniti nei Giardini Vaticani per la Festa della Famiglia organizzata dal Governatorato. Il Pontefice ricorda le parole di Giovanni Paolo II: “La famiglia è lo specchio di Dio, Dio vuole vedere sé stesso nella nostra comunità, nella nostra famiglia”. Poi con i più piccoli scherza sul famoso trend: “Questa estate molti hanno imparato un po’ di matematica, quanto fa six-seven?”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Durante l’estate ho avuto l’opportunità di incontrarmi con molti bambini. Sono molto contento di trovarvi qui, tutti hanno imparato un po’ di matematica, quanto è six-seven… six-seven? Fanno 13, molto bello!”. Sono scoppiati tutti a ridere di gusto – sia adulti che bambini – quando Papa Leone davanti alla multiforme folla che nel tardo pomeriggio di oggi, 5 settembre, ha popolato il Piazzale del Governatorato per la festa dedicata a tutte le famiglie di dipendenti vaticani, ha mimato il famosissimo gesto delle due mani aperte che si alternano su e giù tra loro, molto in voga tra i più giovani.

 “Six-seven… six-seven”: un meme che Leone ha imparato durante i tantissimi incontri coi ragazzi incontrati in questi mesi. Un altro trend un gruppo di adolescenti ha provato a insegnarglielo stasera: “Papa, Papa, puoi dire aura?. “Aura?”. Anche lì altre risate.

Il saluto del Papa alle famiglie in Vaticano

Il saluto del Papa alle famiglie in Vaticano   (@Vatican Media)

Silenzio, canti, applausi, saluti

Se l’anno scorso era stata una sorpresa, quest’anno l’arrivo del Pontefice era una certezza. E i tecnici arrivati a sistemare fili e microfoni intorno alle 19.00 hanno spazzato via ogni dubbio. “Ecco, ecco. Shh. Ora arriva…”. Centinaia di mamme, papà e bambini – rappresentanti della “famiglia specchio di Dio”, secondo la famosa espressione di Giovanni Paolo II citata dal Papa nel suo discorso – sono rimasti infatti in silenzio e in attesa guardando il portone verde del Governatorato ad aspettare che si scorgesse la sagoma bianca.

E lui, Leone, puntuale come previsto, sulle note del canto dedicato a San Francesco Dolce sentire… intonato da un’orchestra, è venuto a salutare e benedire tutti i presenti: chi festeggia e chi ha reso possibile questo festoso appuntamento annuale, giunto alla sua terza edizione, dedicato a bambini (inclusi neonati) e ragazzi ma anche agli adulti, tutti dipendenti vaticani, così da ritrovarsi dopo l’estate. Molti dei bimbi erano iscritti l’estate scorsa al Centro Estivo vaticano e questa sera hanno vissuto un momento di condivisione e festa tra giochi e giocolieri, pizza, panini, spettacoli, giostre gonfiabili, il Villaggio dei “Piccoli Vigili del Fuoco”.

Papa Leone accarezza un bambino

Papa Leone accarezza un bambino   (@Vatican Media)

Il grazie di suor Petrini

Una serata multiforme con lo sfondo dei Giardini vaticani, all’ombra del Cupolone e, soprattutto, con la benedizione del Papa, venuto a dare anche una parola di incoraggiamento a genitori e figli che, poco prima, hanno partecipato ad una Messa alla Grotta di Lourdes. Ad affiancare il Pontefice c’era suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato, che ha preso la parola per riaffermare al Papa “ancora una volta la nostra gratitudine e il nostro affetto filiale nei suoi confronti e reiterare che per noi è una grande gioia servirla e aiutarla per una piccola parte nella grande missione che le è stata affidata dal Signore”.

La famiglia specchio di Dio

Leone stesso pure ha detto “grazie” a tutti i responsabili dell’organizzazione di “questa bellissima festa”. Tra loro anche don Franco Fontana, il sacerdote salesiano coordinatore dei cappellani delle Direzioni e degli Uffici centrali del Governatorato, capo e guida per tutti i bambini dell’Estate Ragazzi in Vaticano. Gratitudine il Papa l’ha espressa anche per i presidenti emeriti del Governatorato, dietro di lui: il cardinale Giuseppe Bertello e il cardinale Fernando Vérgez Alzaga. Presente pure il cardinale Ángel Fernández Artime.

A tutte le famiglie il Papa ha ricordato una “bellissima frase” di San Giovanni Paolo II: “La famiglia è lo specchio in cui Dio si guarda. Cominciamo con quello, immaginate la vostra famiglia, immaginiamo anche questa famiglia che siamo radunati qui”.

“Dio vuole vedere sé stesso nella nostra comunità, nella nostra famiglia, nella tua famiglia Dio è presente”

Donare la vita, donare l’amore

E Giovanni Paolo II aggiungeva pure che la famiglia “è lo specchio in cui Dio si guarda e vede i due miracoli più belli, più grandi”. Uno, ha detto Papa Leone, “è donare la vita”; l’altro “donare l’amore”. Proprio questo è l’invito del Pontefice: donare la vita e donare l’amore. “Voglio ringraziare tutti voi, le vostre famiglie, per questo grande miracolo che siete voi”.

Ogni giorno magari possiamo anche noi guardare la nostra famiglia come questo specchio di Dio e scoprire di nuovo l’amore di Dio, ciò che significa il donare la vita, ciò che significa non vivere solo per me stesso, non essere egoista, ma dare la vita per gli altri, nella famiglia, fra gli amici e fra quelli che ancora non sono i nostri amici.

“Che la nostra festa questa sera sia anche uno specchio dell’amore di Dio”, è l’augurio conclusivo del Papa. “Sentiamo davvero questa gioia che solo Dio ci può dare e che ci doni ancora oggi la gioia di stare insieme in festa come questo specchio dell’amore di Dio”.

Strette di mano ai più piccoli

Strette di mano ai più piccoli   (@VATICAN MEDIA)

Il giro nella folla

La consueta miscela di grida, applausi e cori, caratteristica di ogni appuntamento pubblico papale, ha accompagnato le parole finali di Leone XIV. Che, sceso dalle gradinate dell’edificio, si è immerso nella folla prima ordinata sulle due file di panche e poi tutta riversata sul corridoio centrale per stringere la mano o scattare una foto. Per diversi minuti il Pontefice è rimasto nel piazzale a benedire neonati, dare bacetti sul capo a bambini corsigli incontro o stringere le mani e rispondere pure a qualche domanda. Non solo bimbi: tante le strette di mano anche ai più grandi, inclusi anziani in sedia a rotelle. Infine, il “ciao” conclusivo dalle scale, prima di far rientro nella sua abitazione.

Un momento semplice, per festeggiare “in famiglia” – appunto – la famiglia.

Leone XIV saluta un bimbo presente alla Festa organizzata dal Governatorato

Leone XIV saluta un bimbo presente alla Festa organizzata dal Governatorato   (@VATICAN MEDIA)