Il Covid torna a far discutere. Questa volta non in una terapia intensiva, ma in un tribunale americano.

David Morens, per sedici anni senior adviser nell’Office of the Director del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, l’istituto guidato fino al 2022 da Anthony Fauci, si è dichiarato colpevole di cospirazione per commettere reati e frodare gli Stati Uniti. Rischia fino a cinque anni di carcere. (Ministero della Giustizia)

Non è una questione marginale.

Morens ha ammesso di aver concordato con altri l’utilizzo del proprio account Gmail personale per mantenere fuori dai sistemi governativi comunicazioni che avrebbero potuto essere richieste attraverso il Freedom of Information Act. Si parlava di ricerca sui coronavirus, finanziamenti NIH e del tentativo di ripristinare un grant che comprendeva attività svolte anche al Wuhan Institute of Virology. (Ministero della Giustizia)

Attraverso quel canale vennero inoltre scambiate informazioni NIH non pubbliche e furono preparati materiali destinati a essere trasmessi, attraverso un canale informale, a un alto funzionario del NIAID. Dai documenti emerge anche una vicenda di gratificazioni illegali che comprendeva bottiglie di vino e promesse di cene. (Ministero della Giustizia)

Ma attenzione: non è la prova del “virus creato in laboratorio”

È qui che informazione e propaganda rischiano di separarsi.

La confessione di Morens non dimostra che SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio, né che una ricerca finanziata dagli Stati Uniti abbia provocato la pandemia.

L’indagine, sottolinea anche il New York Times, non ha prodotto finora prove dirette che scienziati o funzionari sanitari siano stati coinvolti in una ricerca che abbia originato o diffuso il virus. L’origine di SARS-CoV-2 continua a essere controversa: alcune agenzie dell’intelligence americana ritengono possibile un incidente di laboratorio, altre considerano più probabile un’origine naturale. Studi scientifici sull’epidemiologia iniziale e sui campioni del mercato di Huanan hanno invece fornito elementi a favore dello spillover animale. (New York Times)

E Fauci?

Anche qui servono precisione e prudenza.

Fauci non è accusato di alcun reato nel procedimento Morens. Nel 2024 disse al Congresso di non conoscere quelle attività e definì il comportamento dell’ex collaboratore sbagliato e inappropriato. (New York Times)

Ma il clima politico americano si è fatto rovente. Il 29 luglio Fauci ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento davanti a una commissione del Senato e il 6 agosto la maggioranza repubblicana della commissione ha votato per dichiararlo in contempt of Congress. Invocare il Quinto Emendamento, però, non significa ammettere una colpa. Fauci aveva inoltre ricevuto nel 2025 un perdono preventivo dal presidente Joe Biden, provvedimento che Biden precisò non costituiva un riconoscimento di responsabilità. (AP News)

La vera bomba è la fiducia

Ed è questa la lezione che interessa anche l’Italia.

Durante una pandemia chiediamo ai cittadini di fidarsi di vaccini, istituzioni, autorità regolatorie e decisioni prese spesso in condizioni di grande incertezza. Ma la fiducia non può essere richiesta per decreto.

Va guadagnata con trasparenza, dati accessibili, tracciabilità delle decisioni, dichiarazione dei conflitti d’interesse e possibilità di controllo indipendente.

La scienza deve poter sbagliare e cambiare idea: è il suo metodo. Quello che non può permettersi è di dare l’impressione di nascondere il confronto.

Perché nel mondo delle fake news esiste un paradosso pericoloso: ogni documento sottratto alla trasparenza vale più di cento campagne contro la disinformazione.

Difendere la scienza, quindi, non significa sottrarla al controllo. Significa renderla abbastanza forte da poterlo sopportare.

Fonti:

  • U.S. Department of Justice, Former Senior NIAID Official Pleads Guilty, 18 agosto 2026.
  • New York Times, Benjamin Mueller, agosto e 5 settembre 2026.
  • Associated Press, luglio-agosto 2026.
  • U.S. House of Representatives, testimonianza di Anthony Fauci, 3 giugno 2024.