Il 4 settembre i ministeri francesi dell’Agricoltura e della Salute hanno comunicato che 81 persone sono risultate infettate dallo stesso ceppo di Salmonella Enteritidis. Le indagini convergono su semi di zucca provenienti da un trasformatore del Lot-et-Garonne, nel sud-ovest della Francia, distribuiti soprattutto nei negozi Grand Frais e anche attraverso altre insegne.
Il focolaio: 81 casi in dieci regioni
A individuare il segnale è stato il Centro nazionale di riferimento per le Salmonelle dell’Institut Pasteur, che attraverso il confronto genomico ha riconosciuto 81 isolati con lo stesso profilo genetico. I campioni sono stati prelevati da persone ammalatesi tra il 3 maggio e il 12 agosto 2026: 56 donne e 25 uomini, con un’età media di 36 anni. I casi sono distribuiti in dieci regioni, con 27 infezioni in Auvergne-Rhône-Alpes e 12 nell’Île-de-France.
Tra i malati intervistati, sei sono stati ricoverati e altri due hanno avuto bisogno di una valutazione in pronto soccorso. Tutti hanno avuto un’evoluzione favorevole e sono rientrati a domicilio. Il focolaio è stato ricostruito mettendo insieme anamnesi alimentare, luoghi d’acquisto, analisi microbiologiche e tracciabilità commerciale.
Quali prodotti sono stati richiamati
Il richiamo principale riguarda semi di zucca senza marchio venduti in tutta la Francia tramite Agidra e Grand Frais, compresi prodotti sfusi o in vaschette a peso variabile, confezioni da 70 grammi e sacchi da 2,5 chili. Per questi ultimi sono interessati, tra gli altri, i lotti il cui codice contiene la sequenza 1925. Sono stati ritirati anche mix contenenti gli stessi semi, tra cui “Mélange sportif”, “Mélange Babylone” e “Mélange spécial salade estivale”.
L’allerta si è poi estesa. Il 2 settembre è stato pubblicato un richiamo per il “Mélange sportif” Vertufood, distribuito attraverso Auchan, Monoprix, Carrefour, Intermarché, Super U ed E.Leclerc. Il 3 settembre è stato richiamato anche un prodotto da un chilo Noyeraies du Lander, GTIN 3770035474219, lotti 4759-1925-59 e 4759-1925-62, venduto da Metro e Promocash Rodez. Altri distributori potrebbero pubblicare ulteriori richiami; al 4 settembre i negozi specializzati in prodotti biologici non risultavano coinvolti.
Come si è arrivati ai semi di zucca
Le interviste ai pazienti avevano fatto emergere la frequentazione della stessa insegna e il consumo di frutta secca o semi. La Direzione generale dell’Alimentazione ha incrociato queste informazioni con la filiera di approvvigionamento, fino a individuare un unico fornitore francese come collegamento tra i prodotti consumati.
Un’ispezione della DDPP del Lot-et-Garonne è stata effettuata presso il trasformatore, ma la causa iniziale della contaminazione non è stata ancora identificata. È un dettaglio importante: le prove disponibili permettono di collegare il focolaio ai semi, ma resta da comprendere in quale punto della produzione o trasformazione sia entrato il batterio.
Perché anche i semi possono trasmettere Salmonella
Il batterio viene associato soprattutto a uova, pollame e carni crude, ma può contaminare anche alimenti vegetali. Semi e frutta secca appartengono inoltre agli alimenti a bassa umidità: in queste condizioni i microrganismi non necessariamente riescono a moltiplicarsi, ma possono sopravvivere per periodi molto lunghi.
OMS e FAO hanno sottolineato come proprio gli alimenti secchi possano essere coinvolti in focolai nonostante la ridotta presenza di acqua. Il problema diventa particolarmente rilevante quando il prodotto viene consumato crudo, come accade frequentemente con i semi aggiunti a insalate, yogurt, pane o muesli, perché manca un trattamento termico capace di inattivare il microrganismo.
I sintomi da non ignorare
La salmonellosi può provocare diarrea, vomito, febbre e mal di testa, generalmente con comparsa improvvisa tra 6 e 72 ore dopo il consumo dell’alimento contaminato. Le forme più importanti possono interessare soprattutto bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone immunodepresse.
Le autorità francesi invitano chi ha consumato i prodotti interessati e presenta sintomi compatibili a contattare il medico specificando l’esposizione. Se invece non compare alcun disturbo nei sette giorni successivi, non viene ritenuta necessaria una visita soltanto per il possibile consumo.
Chi possiede ancora le confezioni coinvolte non deve consumarle: il prodotto deve essere eliminato oppure riportato al punto vendita secondo le indicazioni del richiamo. La cottura a cuore oltre i 65 °C è in grado di distruggere Salmonella, ma nel caso dei semi il problema è evidente: spesso vengono mangiati tal quali. “Vegetale” e “secco” non significano automaticamente “privo di rischio microbiologico”.
L’allerta è stata registrata anche nella rete europea RASFF, con la segnalazione 2026.7693 per presenza di Salmonella Enteritidis in semi di zucca provenienti dalla Francia. Al 5 settembre 2026 l’indagine sulla fonte primaria della contaminazione resta aperta e il bilancio potrebbe essere aggiornato se emergeranno nuovi casi o ulteriori collegamenti nella catena di distribuzione.

Fonti:
Ministère de l’Agriculture, de l’Agro-alimentaire et de la Souveraineté alimentaire; Santé publique France; RappelConso; Commissione europea – RASFF; OMS/FAO.