Il taglio delle accise sul gasolio sarà prorogato di altri cinque giorni, ma per automobilisti, famiglie e imprese la sensazione è che non basti più. Il caro-carburanti continua a mordere e i prezzi alla pompa restano a livelli da capogiro, nonostante lo sconto fiscale deciso dal Governo.

L’esecutivo ha infatti deciso di prolungare il taglio delle accise da domenica 6 settembre fino a giovedì 10 settembre compreso. La proroga sarà finanziata attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili e comporterà un costo di circa 60 milioni di euro. Si tratta, con ogni probabilità, dell’ultimo intervento generalizzato sul prezzo dei carburanti.

Il punto, però, è che lo sconto non è riuscito a riportare i prezzi su livelli sostenibili. Oggi, venerdì 5 settembre, la media del gasolio self in Piemonte si attesta infatti intorno a 2,158 euro al litro, ormai stabilmente oltre la soglia psicologica dei due euro da diverse settimane. Una situazione che sta diventando sempre più difficile da sostenere per chi utilizza l’auto quotidianamente e, soprattutto, per le aziende che fanno del carburante una voce pesante dei propri costi.

DIESEL OLTRE I 2,20 EURO NEL MONREGALESE

Nel Monregalese il quadro è ancora più pesante. I prezzi del gasolio self oscillano da un minimo di circa 2,109 euro al litro fino a punte di 2,239 euro. E chi percorre l’autostrada deve mettere in conto cifre ancora più elevate: sulla vicina A6 il gasolio arriva a 2,258 euro al litro.

Numeri che rendono evidente come, anche con il taglio delle accise, fare il pieno sia diventato un esborso significativo per i bilanci familiari e una voce di costo sempre più difficile da assorbire per trasportatori, artigiani, commercianti e imprese.

ANCHE LA BENZINA SUPERA I DUE EURO

Non va meglio per la benzina. In Piemonte la media del self service è oggi di circa 2,047 euro al litro. Nel Monregalese si passa da un minimo di 1,999 euro fino a punte massime di 2,129 euro al litro.

Il risultato è che il caro-carburanti continua a pesare direttamente sul costo della mobilità e, indirettamente, su quello di merci e servizi. Per molte attività, soprattutto quelle che dipendono dagli spostamenti o dal trasporto su strada, l’aumento del carburante si traduce inevitabilmente in maggiori costi operativi.

LO SCONTO FINO AL 10 SETTEMBRE

L’attuale riduzione delle accise sul gasolio, pari complessivamente a 17 centesimi al litro tra accisa e Iva, era stata decisa dal Consiglio dei ministri il 26 agosto e sarebbe terminata proprio oggi, sabato 5 settembre.

Con la nuova decisione, lo sconto resterà invece in vigore fino a giovedì 10 settembre compreso. Ma dal giorno successivo il Governo sembra intenzionato a cambiare strategia: basta sconti generalizzati alla pompa, giudicati troppo onerosi per i conti pubblici e poco mirati, perché finiscono per beneficiare anche chi ha una maggiore capacità di spesa.

AIUTI MIRATI PER LE FASCE PIÙ DEBOLI

La prossima fase dovrebbe quindi prevedere misure selettive rivolte soprattutto alle fasce più colpite dal caro-carburanti. Tra le ipotesi allo studio ci sono tessere o forme di sostegno per il rifornimento destinate ai cittadini con redditi più bassi e interventi specifici per le imprese dell’autotrasporto.

Il vicepremier Matteo Salvini ha inoltre chiesto che gli eventuali aiuti possano riguardare anche le partite Iva. Ancora da definire, invece, le modalità di finanziamento delle nuove misure. Tra le ipotesi c’è anche una possibile tassazione degli extraprofitti delle società di raffinazione ed energetiche, ma sul punto il confronto all’interno della maggioranza resta aperto.

Nel frattempo, però, il problema è già tutto alla pompa. Il taglio delle accise può attenuare il colpo, ma con il gasolio stabilmente sopra i due euro e la benzina ormai sulla stessa soglia, la pressione sui bilanci di famiglie e aziende continua a crescere.

E per chi ogni giorno deve mettere carburante nel serbatoio, quei pochi centesimi di sconto rischiano di essere sempre più una boccata d’ossigeno temporanea che una vera soluzione al problema.