«Chiediamo scusa per nostro figlio». Il padre del 43enne ritenuto responsabile della sparatoria di Aarau, in Svizzera, rompe il silenzio e parla per la prima volta pubblicamente in una intervista concessa in esclusiva al Le Quotidien Jurassien. «Il pensiero va soprattutto alle vittime – dice – alla giovane donna deceduta, alla sua famiglia e ai feriti. È terribile». Nella sparatoria è morta una 22enne abruzzese, Maria Spinelli.



La perquisizione a casa

I genitori sono stati svegliati dalla polizia nella notte tra il 30 e il 31 agosto. Solo in seguito hanno capito che la perquisizione della stanza del figlio era legata alla sparatoria. Lo avevano visto il venerdì precedente, prima che partisse con il suo furgone per un viaggio. «Dovevamo ritrovarci in Italia all’inizio della settimana. Ci aveva scritto che era arrivato, ma non sapevamo dove fosse».



I disturbi psichici del figlio

Secondo il padre, il figlio soffriva da anni di gravi disturbi psichici. L’uomo era stato ricoverato in psichiatria a Delémont e percepiva una pensione di invalidità al 100%. Con il tempo si era progressivamente isolato, evitando i contatti e rifiutando di parlare della propria vita. «Eravamo praticamente – racconta il padre – le uniche persone che frequentava ancora». La terapia farmacologica era stata gradualmente ridotta e, secondo il padre, l’uomo non assumeva più farmaci da tempo.

La famiglia gli aveva più volte proposto di riprendere le cure, senza successo.

Il servizio militare e l’arma

Il padre contesta inoltre una circostanza riferita dalle autorità: il figlio non avrebbe mai prestato servizio militare e quindi non avrebbe mai potuto riconsegnare un’arma d’ordinanza. I genitori sapevano dell’interesse del figlio per le armi, ma ignoravano che possedesse un simile arsenale. Aveva problemi psichici, ripete ancora il padre, «percepiva una pensione di invalidità al 100% e, ciononostante, a quanto pare, poteva possedere tutte quelle armi. Mi chiedo davvero come sia possibile».



La camera ardente e i funerali di Maria

Intanto oggi, 5 settembre, alle 14 è stata allestita nella casa funeraria ‘De Bonis’ di viale Gabriele D’Annunzio 93, a Città Sant’Angelo, la camera ardente di Maria. Cittadinanza, parenti e amici potranno rendere l’ultimo saluto alla 22enne, che da circa sei mesi si era trasferita in Svizzera, dove aveva trovato lavoro.


A seguire il feretro, su un secondo mezzo con autista messo a disposizione dal Consolato italiano a Basilea, c’era la mamma della 22enne, insieme agli altri due figli. I funerali si svolgeranno domenica 6 settembre, alle 15, nella Collegiata di San Michele Arcangelo, sempre a Città Sant’Angelo. In occasione dei funerali sono previste modifiche alla viabilità cittadina. 




Ultimo aggiornamento: sabato 5 settembre 2026, 18:41





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