C’è chi lo aspetta sul red carpet da una settimana, fan accampati giorno e notte. Ma chi aspettano? La superstar o l’attore? Perché Robert Pattinson è esploso a livello planetario con Twilight nel 2008, è diventato mito generazionale e icona pop ma dopo ha fatto una scelta coraggiosa. Grazie alla solidità finanziaria raggiunta con la saga ha imboccato percorsi laterali, accettato piccoli film, “piccoli” ruoli, anche scomodi, molti freak e psicopatici, stando ben attento a non lasciarsi incasellare. Si è mosso tra le linee e ha fatto gol, ha dimostrato di avere talento e si è guadagnato il rispetto degli autori. David Cronenberg, Robert Eggers, Christopher Nolan, Claire Denis, Brady Corbet, Denis Villeneuve, Lynne Ramsay…
Nel frattempo, è diventato papà di una bimba, avuta da Suki Waterhouse, sua compagna da anni che – si dice – abbia segretamente sposato. E forse la paternità ha influito sulla scelta di produrre e interpretare il film che l’attore britannico porta a Venezia, Primetime di Lance Oppenheim, sul celebre giornalista Chris Hansen che nel suo programma To Catch a Predator smascherava i pedofili in collaborazione con le forze dell’ordine, portandoli in trasmissione con l’inganno e facendoli arrestare.
Per essere sul red carpet di Venezia si assenterà qualche giorno dal set di The Batman Part II, che sta girando tra Londra e la Scozia. Di recente ha confessato che «girare scene di combattimento a quest’età si sta rivelando decisamente più difficile». Bello mio, sono 40 anche per te.
Swan Gallet/Getty Images
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