L’Osservatorio Confimprenditori ha calcolato bollette energetiche più care fino al 48,5% per gli alberghi e al 47,6% per la ristorazione, con aumenti medi per il comparto turistico intorno al 40% e punte superiori al 50%. A pagare il conto più salato, secondo la federazione, sono gli alberghi: per una struttura tipo da 45 camere, la spesa energetica del trimestre estivo è passata da 8.250 a 12.250 euro, con un aggravio di 4.000 euro, pari al 48,5%. Non va meglio per la ristorazione, dove l’utilizzo continuo di cucine elettriche, celle frigorifere e impianti di climatizzazione ha fatto salire la spesa trimestrale da 2.100 a circa 3.100 euro: 1.000 euro in più, pari al 47,6%. Più contenuto, ma comunque significativo, l’impatto sugli stabilimenti balneari, con rincari compresi tra il 35% e il 40%.