Ha dovuto arrendersi alla malattia contro la quale a lungo aveva lottato, con la tenacia che l’amore per il karate gli aveva insegnato. Si è spento Claudio Bacchiega, lendinarese di 63 anni. Lascia la moglie Patrizia e l’adorata figlia Anna, che si stringono nel dolore alla mamma Giselda, alle sorelle Rosina e Giada, al fratello Giuseppe. Con loro i familiari e gli amici, in particolare gli allievi del ShoreiKan Karate, di cui Bacchiega era maestro e vicepresidente, che lo ricordano con un messaggio di vicinanza alla famiglia: “Che in cielo ti accolgano gli angeli e veglia su di noi”.

Fudoshin di Castagnaro affida ai social il ricordo di Claudio: “Compagno di tantissimi anni dentro e fuori dal dojo, Maestro che sapeva ascoltare e trasmettere la passione del karate, uomo solare e sempre allegro e soprattutto amico sincero e disponibile come pochi”.

Un combattente, nel karate e nella vita, come lo ricordano gli amici della Samurai Dojo di Lendinara, con i quali aveva mosso i primi passi nel mondo del karate: “Ha scoperto da adulto la passione per quest’arte ma fin da subito si è fatto voler bene da tutti, istruttori e maestri ma soprattutto dai giovani che vedevano in lui una figura paterna. Aveva sempre il sorriso sulle labbra”. Arbitro internazionale per la federazione Uks, sempre pronto a sfidarsi nelle competizioni, ha poi iniziato a insegnare aprendo con il maestro Sergio Baire la palestra ShoreiKan Karate e proseguendo nella grande passione dell’arbitraggio. “È un colpo al cuore per tutti noi”, lo ricorda con grande commozione Emanuele Crivellente, con il quale aveva mosso i primi passi a Lendinara.

Lo ricorda, stringendosi alla famiglia a nome dell’intera comunità e in particolare della realtà sportiva lendinarese, il sindaco Francesca Zeggio: “Se n’è andato un amico, che ha sempre fatto dello sport la sua energia per riuscire a sconfiggere il male che purtroppo lo ha portato via da noi. Claudio è stato un esempio per tutti”. I funerali saranno celebrati martedì alle 10 nella chiesa di San Biagio.