Un bel po’ di cerotti: ad accompagnare la vigilia bianconero verso il primo, vero, test di stagione sono i dolori dall’infermeria. “Chi recuperiamo? Nessuno… Oltre alle situazioni già definite dei vari Yildiz, Thuram ed Ekhator, resteranno fuori anche Cambiaso, McKennie, Cabal e Sarr: qualche problemino ce lo abbiamo”, così il tecnico toscano Luciano Spalletti. Qualche problemino, forse più perché, racconta l’ex ct azzurro, “il nuovo Milan è una squadra immediata, verticale, a piombo che ti salta addosso e ti costringe ad usare un motore uguale alla loro cilindrata, ma l’aggressività degli avversari non ci dovrà creare timori, anzi. La mano di Amorin – continua il tecnico bianconero – si vede già, come si è sempre vista in ogni squadra da dove è passato”. Sul test verità dell’Allianz Stadium (“Questa è una di quelle gare che ti dirà a che punto sei e che misurerà le nostre novità estive”) cadono le riflessioni del collega interista Cristian Chivu, ma gli effetti collaterali non si sentono. “Chivu dice che non sa se Juve-Milan è uno scontro diretto? L’anno scorso eravamo distanti, è vero: a me – così Spalletti – le persone sincere sono sempre piaciute e lui lo è stato… Ciò che ha detto ci serva da stimolo, ci spinga a dare ancora di più per ridurre il gap con le squadre più forti del campionato”. E, la Juventus a che livello è? “Il mercato perfetto non esiste, esiste quello possibile”, sottolinea l’ex ct azzurro come fa da tempo. “Ci siamo dovuti muovere tra i paletti finanziari dell’Uefa, non è stato semplice, ma siamo più forti di prima: abbiamo aggiunto situazioni che non avevamo, adesso vanno tradotte in campo. Sono fiducioso anche ora che ci prepariamo ad affrontare un avversario fortissimo”. Tra le situazioni che non c’erano ed ora ci sono ecco la sagoma, gigante, di Woltemade. “Si, può muoversi insieme a Kolo Muani. Contro i rossoneri non partirà dall’inizio, ma lo potremo vedere in corso d’opera. Le sue caratteristiche? Amplia i margini di gioco, sia in verticale che in orizzontale, mi è sembrato in questi pochi momenti che lo ho avuto sotto gli occhi che sappia venire incontro per ritagliarsi lo spazio da attaccare, colpisce di testa perché la va a cercare e ha un impatto cattivo sulla palla: ha qualità che ci possono fare molto comodo”. Il mercato perfetto non esiste, quello possibile sì. Ma quello possibile, oggi, va a sbattere su un gruppo con i cerotti: all’Allianz Stadium Spalletti ne perde sette.