Negli ambienti finanziari è più di un’ indiscrezione, più che altro un’anticipazione. La Cassa di risparmio di Orvieto potrebbe presto entrare a far parte del secondo gruppo bancario italiano dopo Intesa Sanpaolo. L’Unicredit vorrebbe infatti acquisire sia la Cassa che la Banca del Mezzogiorno, ovvero la ex Popolare di Bari che della Cassa di Orvieto era stata per un lungo e nefasto decennio la controllante prima di finire tutte e due sull’orlo del baratro per finire nelle protettive mani del Mediocredito Centrale, controllato da Invitalia cioè dallo Stato che le ha salvate e risanate entrambe, tanto che l’ultimo bilancio della ex Popolare ha chiuso con un utile di 318 milioni mentre Orvieto a quota 11 milioni.
Secondo il quotidiano Milano Finanza, Unicredit guidato da Andrea Orcel, non sarebbe solo interessato alla redditività dei due istituti di credito, ma anche ad acquisire la loro rete vendite, cioè le 220 filiali che i baresi vantano in Puglia, Campania e Abruzzo e le 40 di Cro in Umbria, Lazio e Toscana. Per Unicredit, la mossa di prendersi le due banche ha anche una funzione strategica e difensiva finalizzata cioè a non scivolare al terzo posto tra i polo bancari italiani.
La vendita della Cassa di Orvieto è rimasta nel congelatore e bloccata per due anni nonostante l’offerta avanzata a Mediocredito da Banca del Fucino. L’operazione è saltata a giugno nonostante fosse già stato fissato il prezzo ad oltre 90 milioni. Un colpo di scena alla cui base ci sarebbe stato l’esito di una ispezione compiuta su Banca del Fucino dalla Banca d’Italia.
Il salvataggio della Cassa e della vecchia Popolare di Bari era stato portato a termine con un iniezione finanziaria da 1,6 miliardi di euro, dei quali 1,2 miliardi provenienti dal Fondo interbancario, formato da un consorzio a cui aderiscono tutte le banche italiane ad eccezione di quelle del credito cooperativo e le casse rurali.