Hisense lancia all’Ifa di Berlino 2026 la sua piattaforma V AIOS per andare oltre i televisori, che restano comunque al centro delle strategie: debutta il colosso da 116 pollici con la versione migliorata della tecnologia Rgb MiniLed
Può l’AI riuscire a rendere la casa davvero smart, realizzando le promesse che la domotica ripete a vuoto da oltre dieci anni? Può l’intelligenza artificiale far parlare il forno con la lavatrice e con il condizionatore (a patto che abbiano qualcosa da dirsi), come gli stand delle fiere di elettronica ci mostrano ormai da diversi lustri?
A questa domanda provano a rispondere i colossi dell’elettronica di consumo a Ifa 2026, la maxi-fiera della tecnologia appena aperta a Berlino. Una delle proposte più ambiziose e complesse su questo fronte è arrivata da Hisense. Il colosso cinese, già sul podio per vendite mondiali di televisori, tenta il salto di qualità: trasformare gli elettrodomestici da semplici esecutori passivi di comandi a nodi coordinati di una rete domestica. La conferenza stampa a Berlino e lo stand hanno mostrato al lavoro algoritmi predittivi e sensori chiamati ad anticipare le routine quotidiane, riducendo l’attrito tra uomo e macchina e, si spera, alleggerire il peso delle incombenze domestiche.
Dalla teoria alla cucina: cosa cambia davvero
La scommessa software del gruppo si chiama V AIOS (pronunciato «vi-ei-ai-o-es» che suona molto simile a «iOS» di Apple), un sistema operativo per l’ambiente domestico che raccoglie l’eredità della piattaforma Vidaa, da anni al centro dei televisori Hisense, e del protocollo ConnectLife.
L’obiettivo dichiarato è ribaltare l’interazione tradizionale. «Il consumatore oggi è alla ricerca del beneficio concreto che l’intelligenza artificiale può garantire», ci dice Tatiana Pampalone, responsabile del marketing di Hisense Italia. «Il passaggio fondamentale sta nel non dover più chiedere o impostare manualmente ogni parametro – aggiunge -. È l’elettrodomestico che suggerisce la soluzione migliore in base alle abitudini, creando un ecosistema integrato dove dal forno si può persino spegnere la lavatrice».
Al netto delle suggestioni futuristiche, il banco di prova resta l’utilità quotidiana. Gli esempi portati a Berlino mostrano la direzione: un frigorifero con schermo da 21 pollici integra una AI Camera con riconoscimento visivo degli alimenti, compila la dispensa digitale e suggerisce ricette trasferendo i parametri di cottura direttamente al forno. Quest’ultimo (il modello BI614P9B) sfrutta a sua volta una videocamera interna per stimare il peso del cibo e sorvegliare la doratura, mentre sul piano a induzione (nome in codice: HI98546BSC… sì, nel mondo della casa connessa i nomi restano inutilmente complicati) un agente software consiglia le potenze corrette.
Per chi guarda all’efficienza energetica più che all’automazione di frontiera, la AI Laundry Station compatta lavatrice da 12 kg e asciugatrice da 10 kg in una colonna alta 1,68 metri. La piattaforma proprietaria 7i impiega quattordici sensori per dosare acqua ed energia, con tagli dichiarati fino al 55% sui consumi elettrici di lavaggio.
Un aspetto rilevante riguarda la gestione dei dati: Hisense dichiara di affidare parte dei calcoli alla Edge AI (l’elaborazione locale a bordo macchina), un passaggio obbligato per preservare la privacy domestica ed evitare che ogni singolo scatto della videocamera interna del forno finisca sui server cloud.
Il televisore resta al centro
Nonostante l’invasione di campo nei grandi elettrodomestici, il cuore dell’intrattenimento e il punto di riferimento visivo della casa rimane il televisore. E per Hisense il segmento video continua a fare da traino commerciale e d’immagine, sostenuto da investimenti massicci nelle sponsorizzazioni sportive (rinnovata la partnership con la Uefa per Euro 2028). I conti del resto danno ragione a questa strategia: il gruppo, spiega Tatiana Pampalone, ha archiviato la prima metà del 2026 in Italia con una crescita del fatturato complessivo del 12%, con il comparto Tv a circa +6% e una spinta ancora più marcata negli elettrodomestici da incasso. Numeri che arrivano in una fase difficile per l’elettronica di consumo in Italia, anche e non solo per la conclamata crisi delle memorie.
Centosedici pollici di retroilluminazione Rgb MiniLed
La prova di forza tecnologica a Berlino si chiama 116UXS, un colosso da 116 pollici che porta al debutto europeo la tecnologia Chromagic 2.0. La base di partenza è la retroilluminazione Rgb MiniLed: a differenza dei pannelli tradizionali, dove minuscoli diodi a luce bianca o blu illuminano filtri colorati, qui la matrice impiega sorgenti distinte rosse, verdi e blu, a cui Hisense aggiunge un quarto emettitore ciano dedicato.
Della tecnologia Rgb MiniLed abbiamo già parlato in passato: l’idea, sintetizzando molto, è ampliare la gamma cromatica intervenendo direttamente sulla retroilluminazione. Colori migliori, più fedeli, più belli da vedere, pur rimanendo su pannelli retroilluminati da minuscole fonti di luce (da cui il MiniLed del nome). Molto retroilluminati, verrebbe da dire, visto che Hisense dichiara una luminosità di picco di 10.000 nit. A gestire il pannello c’è il processore Hi-View AI Engine Rgb, abbinato all’Obsidian Panel. Da capire i prezzi (che non saranno popolari, vista la taglia e le caratteristiche del televisore) e i tempi di distribuzione per l’Italia. La gamma Rgb MiniLed sarà comunque completata da altri modelli più alla portata di case e portafogli normali, come UR9S e UR8S.
Laser Tv e il resto
Il quadro dell’intrattenimento domestico di Hisense si completa con i Laser Tv, categoria su cui il gruppo cinese insiste da anni come alternativa compatta agli schermi oversize: a Berlino debuttano i proiettori a tiro ultracorto XR10, PX4 Pro e L9Q Pro, affiancati dalla serie flessibile C3.
Sul fronte acustico la novità di punta è la soundbar UX1, configurata con un impianto a 11.2.6 canali compatibile con i formati Dolby Atmos e Dts, progettata per sincronizzarsi con gli altoparlanti integrati del televisore tramite il protocollo Hi-Concerto. Curiosa anche l’incursione nei dispositivi indossabili con gli HiClips, auricolari senza fili di tipo open-ear da 5,5 grammi per elemento, il cui arrivo in Italia non è però al momento confermato.
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3 settembre 2026 ( modifica il 5 settembre 2026 | 14:12)
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