Il via libera dell’Uefa. Lo stadio rispetta i requisiti per ospitare le partite internazionali, giovedì il debutto col Lipsia

Su il sipario. Il Sinigaglia giovedì sera si accenderà per il debutto assoluto in Champions del Como, contro il Lipsia. Un’estate di lavori senza respiro per omologare lo stadio alla Categoria 4 necessaria per ospitare le competizioni Uefa. Sembrava una lotta contro il tempo destinata a fallire anche perché c’era da tirare giù tutta una curva e ricostruirla ex novo. Invece l’impresa è riuscita soprattutto grazie alla sinergia fra Comune e club. Dalla Uefa è arrivato il via libera, non ci sarà il trasloco al Mapei di Reggio Emilia che era stato scelto come impianto di riserva.

curva, tempi record—  

L’omologazione europea è il frutto di un autentico miracolo edilizio e organizzativo finanziato e coordinato dalla proprietà indonesiana. I lavori hanno visto interamente smantellata la Curva Ovest, quella tradizionalmente destinata ai tifosi locali, eretta nel 2002 in tubolari metallici, simili ai ponteggi dei cantieri, che oggi violano i criteri infrastrutturali imposti dall’Uefa. Serviva una struttura permanente in cemento armato: detto fatto, pronta in tempo di record, in meno di 90 giorni con inizio lavori il giorno dopo la fine del campionato. Anche il terreno di gioco è stato completamente rifatto, allargato di altri due metri e riposato con un manto erboso ibrido di nuova generazione, richiesta specifica di Fabregas per favorire il palleggio. Parallelamente sono stati potenziati i riflettori, riorganizzata le aree media e la mixed zone, oltre a una profonda revisione dei servizi igienici e dei sistemi di sicurezza interna.

il sinigaglia come la bombonera—  

A causa delle strutture tubolari ancora presenti nel settore distinti, la capienza complessiva per la coppa sarà ridotta a circa 11 mila posti rispetto agli oltre 12 mila massimi. Ma questo non ha certo spento l’entusiasmo, anzi ha scatenato una vera e propria caccia al biglietto con i tagliandi per il Lipsia polverizzati in pochissimi minuti. In città la febbre è altissima e la sponda comasca del lago si appresta a diventare una bolgia. Una piccola “bombonera” come la vuole Fabregas. Il cosiddetto dodicesimo uomo, fattore dal sapore antico ma fondamentale anche in un concetto di calcio all’avanguardia come quello di Cesc.