Col pubblico delle grandi occasioni riunito nei giardini della Rocca di Bertinoro si è concluso il lungo viaggio estivo di Niccolò Fabi, coinciso con l’ultimo appuntamento di Entroterre Festival, rassegna culturale nata proprio sul colle bertinorese ormai trent’anni fa e oggi diffusa in ben quattro regioni. Ben 1350 persone hanno assistito a un’esibizione intima e raccolta, capace di intrecciare le note del cantautore romano con la cornice storica del borgo medievale. L’evento ha rappresentato il punto di contatto tra la grande musica dal vivo e la centesima edizione della Festa dell’Ospitalità, l’appuntamento più sentito e rappresentativo di Bertinoro.

“Qui si conclude un tour che è iniziato tre mesi fa proprio in Romagna e che non poteva che concludersi in Romagna”, ha detto Fabi dal palco, con un misto di eccitazione e nostalgia che trapelava dalla voce emozionata. La risposta è stata calorosa: lunghi applausi e una partecipazione corale per l’intera scaletta. Era anche il decennale del disco che è arrivato al primo posto delle classifiche ‘Una somma di piccole cose’. Sul palco, accanto all’artista, sono saliti il sindaco di Bertinoro Filippo Scogli e l’assessora regionale alla Cultura, la bertinorese Gessica Allegni. E alla fine, tutti a ballare sotto al palco al grido “mi piacerebbe essere padre di una buona idea”.

Con il termine del concerto, l’Ospitalità entra nel vivo della sua componente più tradizionale. Questa mattina l’attenzione si sposta in piazza della Libertà per il momento centrale del rito presso la Colonna delle Anella, compre prevede la consuetudine istituita nel 1926 (appunto cent’anni fa) per celebrare lo spirito di accoglienza del territorio: visitatori e forestieri si avvicineranno allo storico monumento per prelevare le buste che indicano l’abitazione o il ristorante che li ospita per il pranzo. Stasera, poi, i fuochi d’artificio saluteranno la fine della festa, dopo cinque giorni tra spettacoli dal vivo, cerimonie pubbliche e momenti dedicati alla promozione e alla valorizzazione della cultura locale.

Matteo Bondi