Stasera dalle 19 nel cortile del Castello Estense, si terranno le finali del Gran Galà di Festival e Una voce per l’Europa e, a seguire, il concerto di Mauro Repetto.
Repetto, che spettacolo sarà? “Sono sempre entusiasta di fare live. Qui con la formula voce, chitarra e basso. Una scorpacciata di successi che io e il mio compagno di banco (Max Pezzali, ndr) abbiamo scritto. È sempre un piacere eseguirli live, interpretarli e riviverli assieme al pubblico, con una comunione di entusiasmo. Poi ci saranno anche pezzi miei nuovi, alla ribalta nell’arena ma anche una cover di Bon Jovi, perché ho sempre tracciato una diagonale Pavia-New Jersey: io e Max, davanti all’impero milanese, come credevamo che Bon Jovi, Springsteen e Tom Waits fossero di fronte all’impero di Manhattan, provinciali come noi. E un po’ era vero”.
È venuto a Ferrara a teatro con ‘Chi ha ucciso l’uomo ragno’ e ora ha dato vita a ‘Ho trovato Spider Woman’ ed è uscito con la nuova canzone ‘In riva a te’: un nuovo inizio? “Mi trovo nel momento in cui mi diverto a salire sul palco e a continuare questa comunione con il pubblico che ho iniziato, in fondo, con il teatro. Poter fare delle performance anche di canzoni mie nuove, non solo di vecchi successi, mi riempie di entusiasmo. A Ferrara ne canterò tre, per provare l’ebbrezza di fare anche qualcosa di contemporaneo, di futuro e non solo una celebrazione bellissima del passato, che però è anche presente. Canzoni molto pop-rock. Sono stralci dai miei spettacoli teatrali e parlano di amicizia, fedeltà, devozione e amore, imbevute del tema della coppia, dall’amico, compagno di banco, alla partner”.
All’epoca degli 883 ha costruito un modo molto personale di stare sul palco, tenendo forse il cantautore un po’ troppo dietro le quinte? “Ne parlavamo proprio recentemente, io e Max, in una chiacchierata. Non c’era nessun limite, ma solo un sacco di vita che ci spingeva a godere dei momenti di gioia che avevamo. Non abbiamo mai barato o cercato di essere quello che non eravamo e, soprattutto, io davo vita a questa gioia di essere sul palco e di interpretare le canzoni. Ora le interpreterò cantando. Un nuovo modo ma sempre con gioia”.
Ha accennato a una recente chiacchierata con Max: c’è in vista finalmente la reunion? “Non abitiamo più nella stessa città, non siamo più compagni di banco e non ci cerchiamo per fare delle cose per forza. Quando ci incontriamo ci divertiamo e ridiamo anche a lungo, ma né io né lui siamo interessati a fare qualcosa col calzascarpe. Se avremo qualcosa da raccontare, divertendoci, la reunion ci sarà. Ma non la cercheremo per forza”.
Dalla popolarità degli 883 si è allontanato. Oggi qual è il successo che cerca? “In autunno uscirà anche il mio primo romanzo, non autobiografico. Cerco sempre di emozionarmi e di essere pronto a raccontare delle cose per avere una comunione col pubblico. Questo per me è il successo. La possibilità di cantare, quindi raccontare anche a livello interpretativo, canoro, delle emozioni. Il contagiare il pubblico trasmettendo il proprio entusiasmo, è il successo”.
Cosa prova sul palco? “Sento l’affetto non solo dalla mia generazione, che ha conosciuto sulla pelle le canzoni degli 883 ma anche da quelle più giovani che ci hanno conosciuto attraverso la serie su Sky. È bellissimo sentire questo affetto transgenerazionale”.