Il leader del Mondiale: “Agli eventi? Mi sto ambientando anche se a volte mi guardo intorno e dico: ‘E adesso che faccio?’. Qualche anno fa sarei andato in pista con i pantaloncini della tuta, invece adesso ci sto attento”
Giornalista
6 settembre – 08:26 – MILANO
Sta imparando in fretta, Kimi Antonelli. A muoversi nel mondo della Formula 1 con il suo stile, a rispettare e rompere i tempi, a navigare a modo suo dentro i vent’anni magici di un ragazzo che sta velocemente riscrivendo i record di questo sport.
Kimi, si sente sempre a suo agio in questo mondo di grandi della Formula 1?
“Ad essere sincero, no! In pista sì, lì mi sento perfettamente al mio posto, ma fuori qualche volta mi trovo ad affrontare cose ben più grandi della mia età, e molto diverse rispetto al modo in cui sono cresciuto”.
“Eh, situazioni come Montecarlo, dove avendo vinto la gara sono stato invitato come da tradizione al galà del Principe. Ogni tanto quando sono in questi ambienti mi guardo intorno e dico: “E adesso che faccio?”, ma piano piano mi sto abituando a gestirle”.
Fuori dal paddock, però, resta lo stesso?
“Decisamente. Ho fatto la festa per i miei vent’anni all’Aquafan di Riccione e poi siamo andati la sera sui kart a Misanino. La stessa festa che farei se non corressi in Formula 1”.
Le capita mai di fermarsi a pensare a quello che sta succedendo?
“No, meglio di no. Va tutto così veloce e ogni weekend di gara le cose potrebbero cambiare, preferisco dare il mio meglio in pista e concentrarmi su quello”.
La Formula 1 però non è solo pista ma anche show, lifestyle, eventi. Come va il rapporto con la moda?
“Diciamo che sto migliorando. Il Kimi di tre o quattro anni fa sarebbe sempre andato in pista con i pantaloncini della tuta, invece adesso ci sto attento, mi piace curare anche questo aspetto”.
Mamma Veronica le fa sempre da stylist?
“Certo, quello non cambia mai. Ci tiene molto che sia sempre vestito bene per ogni occasione. La valigia del mare me l’ha voluta fare lei, mi ha detto: “Tu vai, qua ci penso io”, e mi ha organizzato gli outfit per tutti i giorni”.
Al polso ha il nuovo Pilot’s Watch dedicato al team, un orologio – l’Iwc – che ormai la accompagna in ogni occasione. Che oggetto è per lei?
“L’orologio è un oggetto che mi piace molto e che sto imparando sempre di più ad apprezzare, sia dal punto di vista stilistico, sia da quello tecnico, perché dietro alla sua realizzazione c’è un processo complesso e interessantissimo”.
Di recente è stato anche in visita alla manifattura di Iwc a Schaffhausen. Com’è stato?
“Stupendo, perché ho avuto la possibilità di scoprire il processo con cui viene costruito e montato un orologio e devo dire che rispecchia anche un po’ il mondo della Formula 1, ci ho trovato delle affinità: la precisione nella costruzione, l’attenzione ai dettagli, l’uso di macchinari simili a quelli che usiamo noi nel motorsport e anche la creatività che c’è dietro, la spinta all’innovazione”.
Della parte creativa cosa l’ha colpita?
“Il fatto che si possa davvero personalizzare e rendere unico tutto, dalla forma al quadrante alle lancette, è bello pensare di poterci giocare sotto molti punti di vista”.
Un giorno le piacerebbe lavorare a un suo design magari proprio per un orologio?
“Ma sì, perché no! Magari tra un po’ di anni, prima voglio concentrarmi su di me, sia come pilota sia anche per trovare il mio stile e la giusta ispirazione per fare queste cose”.
Voi piloti già vi esprimete attraverso il design del casco. L’idea del suo da dove nasce?
“È una rivisitazione, in termini di forme e colori, di quello che indosso fin dai tempi dei kart. Ha il Tricolore, cui tengo molto, e degli elementi cui sono legato e che, essendo molto scaramantico, penso non cambierò mai nel corso della mia carriera. Mi piace così, mi rappresenta”.
Per Monza però il casco è speciale.
“Sì, come il GP di casa. L’ho realizzato in collaborazione con Valentino Rossi, è una citazione di un suo casco di Mugello 2002 e rappresenta l’italianità, in tutte le sue sfaccettature. Mi sembrava una bella idea per celebrare il nostro Paese in questo fine settimana così speciale”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA