Le previsioni di Mattia Gussoni de iLMeteo.it: «I valori più alti nel Foggiano e nelle aree interne di Sicilia e Sardegna. Da metà settimana area fredda dalla Scandinavia»

Il caldo (con temperature fino a 8°C sopra le medie stagionali) ha ormai le ore contate. Dopo una domenica di sole e valori ancora estivi, la prossima settimana una prima intensa perturbazione metterà fine alla lunga fase anticiclonica di matrice subtropicale.
 
«La giornata di domenica 6 settembre vedrà ancora tempo stabile e ampiamente soleggiato su tutta l’Italia — spiega Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it —. Complice l’origine subtropicale (zone interne del deserto del Sahara) delle masse d’aria, le temperature si manterranno elevate con massime diffusamente oltre i 33-34°C nelle principali città, fino ai picchi estremi di 36°C nel Foggiano e nelle zone interne delle due isole maggiori».

Nei prossimi giorni però è prevista una svolta. «A partire da mercoledì 9 settembre — prosegue Gussoni —, una profonda area di bassa pressione posizionata tra le isole britanniche e la Scandinavia affonderà verso il bacino del Mediterraneo, convogliando correnti d’aria decisamente più fresche e instabili. L’interazione e lo scontro di queste correnti con il calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera innescherà una marcata fase di maltempo: le precipitazioni, localmente anche molto intense, colpiranno dapprima le regioni del Nord per poi estendersi al Centro-Sud. Oltre a piogge e temporali, la vera notizia riguarderà il deciso calo delle temperature, con i valori che si riporteranno su medie consone al periodo, decretando la fine di questa rovente fase fuori stagione».

Questa perturbazione archivia un’estate che ha letteralmente riscritto la climatologia europea. In Francia, è stata misurata una media nazionale di 24,0°C (+3,6°C sulla norma), polverizzando gli storici primati del 2003 e 2022. Stesso scenario in Spagna, che certifica la stagione più rovente di sempre con quattro ondate di calore: temperature massima record fino a 47,6°C in Andalusia.
   
Lo stravolgimento atmosferico ha ridefinito anche il clima del Regno Unito: per il Met Office è l’estate più calda dal 1884 (16,5°C di media), con Londra capace di toccare i 38,1°C e superare di oltre 1,5°C i record termici estivi, mentre ben 54 stazioni inglesi hanno infranto i propri limiti assoluti storici. «Un bilancio — conclude Gussoni — che rappresenta l’ennesimo e inconfutabile segnale di come il riscaldamento globale di origine antropica abbia ormai effetti sempre più diretti, severi e strutturali anche alle nostre latitudini».



















































6 settembre 2026