Tutto si può dire di Salvo Sottile, tranne che eviti le discussioni o gli attacchi a qualcuno. Il giornalista ex Mediaset, da qualche anno in Rai e conduttore da pochi giorni di Ore 14, di cui ha preso il timone dopo l’addio di Milo Infante – passato proprio al Biscione – di recente non si è fatto mancare niente a livello di polemiche: prima i diversi botta e risposta con lo stesso Infante, poi con Sigfrido Ranucci, infine giovedì gli insulti da alcuni inviati di Report, nel cortile della sede Rai di via Teulada.
Proprio sullo scontro con gli inviati di Report Sottile, intervistato dal Messaggero, ci tiene a precisare di non aver provocato: per quanto un «e allora come va?» detto al momento giusto e con l’espressione giusta, può non essere il massimo della vita. «”Come va?”. Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Mi hanno risposto dandomi del “venduto” e del “pezzo di merda”. Ma non voglio che vengano presi provvedimenti disciplinari», dice, con estrema magnanimità.
Gli attacchi a Ranucci e Infante
Poi passa all’attacco: «Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle». «Ranucci ora si paragona a Falcone e Borsellino, a Giulio Regeni… Siamo nella mitomania più assoluta», aggiunge, senza nascondere che forse il livore nei suoi confronti risale ad un’inchiesta in cui si fece il nome del papà di Sottile, storico cronista palermitano. «In quell’occasione, senza scrupoli, fece arrivare schizzi di fango su una persona completamente estranea ai fatti, citata solo come suggestione».
Sottile, che nei suoi video sui social non nasconde elogi a Giorgia Meloni e attacchi alla sinistra, l’ultimo a Bonaccini («ma io commento la cronaca e l’attualità politica», dice), respinge però l’accusa di essere ‘venduto’, come sostenuto dagli inviati di Report, e non è tenero nemmeno nei confronti di chi non c’è più, come Franco Di Mare, scomparso nel 2024. «Devo tanto a Michele Guardì, quando il direttore di Rai3 Di Mare mi cacciò, fu l’unico a offrirmi un lavoro».
Alla sua vecchia trasmissione, Far West (che costava intorno ai 160mila euro a puntata, non ha detto addio «ma è congelata: non potevo fare due programmi contemporaneamente».
Lo stipendio e Chi l’ha visto
Poi parla del suo stipendio, quasi doppio rispetto a quello di Milo Infante: non 400mila euro, dice, ma «molto meno» (Infante non arrivava a 240mila). «Lui, però, era un dipendente, vicedirettore, io sono un libero professionista. Se le cose vanno male, sono fuori». Poi un’altra frecciatina pesante all’ex collega, da sempre accostato alla Lega, quando dice che Ore 14 si occuperà anche di politica: «Per offrire altro rispetto alla versione quotidiana faremo anche inchieste di attualità politica come faceva lui intervistando Salvini».
Sottile si lascia scappare anche una critica all’azienda per cui lavora, quando afferma che a Chi l’ha visto avrebbe visto bene Francesca Fagnani, mentre invece è stata scelta Raffaella Griggi: «Non affidarglielo è stata una cazzata, ma è un mio parere personale, nel senso che se io fossi stato il direttore l’avrei messa in quel ruolo, ma non lo sono ed evidentemente ci sono delle logiche per cui hanno pensato che dovesse fare Belve. Francesca è un asset della Rai. Mi auguro che l’azienda non se la faccia scappare».
Ultimo aggiornamento: domenica 6 settembre 2026, 08:54
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