A distanza di ore dal femminicidio sulla A1 di Lorenza Isceri, emergono nuovi dettagli su quanto accaduto alla donna uccisa dall’ex, Federico Vella. Secondo quanto ricostruito per venti minuti la donna è rimasta al telefono con la polizia mentre era prigioniera nel bagagliaio dell’auto del suo ex compagno. Era ferita, disorientata e anche legata. Sapeva di essere in pericolo, ma non conosceva la destinazione di quel viaggio. L’unica cosa che ha potuto fare è stato parlare, fornendo agli agenti più informazioni possibili. La chiamata al 112 è partita poco dopo le ore 14 di giovedì 3 settembre. Poco prima la vittima era stata aggredita nel garage di via Panciatichi, a Firenze. L’uomo con cui aveva avuto una relazione l’aveva sorpresa mentre rientrava, colpita e immobilizzata. Poi l’ha caricata nel bagagliaio del suo Suv.

Il telefono nello zainetto

Il telefono era rimasto nello zainetto che l’uomo aveva messo nell’auto. Lorena è riuscita a raggiungerlo e a comporre il numero di emergenza. Alla centrale operativa ha raccontato di essere stata sequestrata proprio dall’ex compagno. Non sapeva dove fosse diretta la macchina guidata da Vella. Credeva che il 36enne volesse portarla a casa sua, nel quartiere fiorentino del Galluzzo, e per questo aveva fornito agli operatori proprio quell’indirizzo. In realtà il viaggio non aveva quella destinazione.

Il tentativo disperato

Gli operatori, stando sempre alla ricostruzione degli eventi, cercano di tenere Lorena al telefono e di capire dove si trovi. La donna sembra confusa. Ad un certo punto la macchina sulla quale viaggiava si ferma. Il bagagliaio si apre. A quel punto la donna tenta un disperato tentativo. Non lo accusa e non gli chiede soltanto di lasciarla andare, cerca di riportarlo dentro la relazione appena finita: “Federico ti amo ancora, dai riproviamoci”, avrebbe detto. E’ un tentativo di prendere tempo e di placare la sua aggressività. L’uomo, però, richiude il portellone e riparte. Quella conversazione, rimasta registrata, è oggi uno degli elementi centrali dell’inchiesta della Procura di Firenze. 

L’aggressione

Stando alle ricostruzioni, l’aggressione di Vella sarebbe scattata perchè Lorena aveva deciso di interrompere la loro relazione ad agosto, dopo avere scoperto diversi tradimenti attraverso alcune conversazioni. La rottura, però, non aveva chiuso il rapporto. Secondo quanto riferito dai familiari e dagli amici, Vella avrebbe continuato a cercarla con telefonate e messaggi sempre più insistenti. Chi conosceva Lorena racconta di episodi in cui l’uomo reagiva male quando altri uomini si avvicinavano a lei. Il padre le aveva anche consigliato di denunciare. Lorena, però, sperava ancora che la situazione potesse risolversi senza arrivare a quel punto. Ma aveva chiesto assistenza ad un legale. La notte prima dell’omicidio aveva parlato a lungo proprio con il padre. Poche ore dopo sarebbe arrivato l’agguato.

Il ricordo di Lorena

“Insieme per Lorena Isceri”: questo il tema dell’iniziativa promossa per questa stasera, a partire dalle 21, dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro. L’evento partirà da via Panciatichi, la via dove la 45enne abitava e dove giovedì scorso è stata rapita dal suo ex Federico Vella che poi l’ha uccisa. Già annunciata la presenza delle sindache di Bergamo, Elena Carnevali, e di Perugia, Vittoria Ferdinandi, presenti oggi a Firenze per un incontro legato alla Festa dell’Unità nazionale contro le diseguaglianze.  “Ci ritroveremo in via Panciatichi, all’angolo con via Antognoli – ha scritto su Instagram nella tarda serata di ieri Sara Funaro invitando anche a portare un fiore o una candela -, per ricordare Lorena, insieme alle sindache Vittoria Ferdinandi ed Elena Carnevali, che ringrazio per aver scelto di essere con noi, alle rappresentanti e ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni e a tutta la cittadinanza”. L’iniziativa, ha sottolineato ancora la prima cittadina di Firenze, “sarà un momento per stringerci, come comunità, attorno alla sua famiglia e condividere il dolore per una tragedia che riguarda tutte e tutti noi. Firenze non dimentica Lorena. E continuerà a fare sentire la propria voce per la libertà, la sicurezza e la vita di ogni donna”.

Una tragedia per l’intera città

“Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l’intera città – ha proseguito ancora Funaro -. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne”, ha scritto la sindaca.

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L’appello del padre della vittima

Nelle scorse ore, il padre di Lorena Isceri ha lanciato un video appello, rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla premier Giorgia Meloni e a tutti i politici. “Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”, ha detto Franco Isceri, tra le lacrime. 

Le risposte della politica

Meloni e Schlein, tra gli altri, hanno ben presto raccolto l’appello. “Ogni donna uccisa è una sconfitta per tutti quanti, agiamo uniti per proteggerle”, ha riferito a premier. Così, invece, la segretaria del Pd: “Faremo la nostra parte ed insisteremo per una legge che chiarisca che senza consenso è sempre reato”, ha detto. 

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