di
Mariolina Iossa
L’operazione ad Alessandro Di Battista, secondo quanto risulta al Corriere, è riuscita: adesso occorre attendere i tempi del decorso post operatorio, ed è dunque impossibile il volo di rientro. L’associazione Schierarsi: «Ora discrezione e prudenza»
Era tutto pronto per riportare Alessandro Di Battista in Italia. L’aeroambulanza, arrivata alle Bahamas, sarebbe dovuta giungere a L’Avana per prenderlo a bordo e atterrare a Roma dove i medici del Policlinico Gemelli lo attendevano per le 16 di ieri, per sottoporlo a un nuovo intervento chirurgico prima di iniziare la terapia.
Poi, nella notte, le condizioni di Di Battista, già molto gravi, sono ulteriormente peggiorate e i medici dell’Hermanos Ameijeiras, l’ospedale cubano dove è ricoverato, hanno deciso di intervenire immediatamente. Secondo fonti del Corriere, l’operazione è riuscita, e occorre ora attendere il decorso post operatorio. Impossibile, dunque, trasferirlo nella giornata di ieri in Italia, come già dal mattino informava un breve post dell’associazione politica e culturale Schierarsi, che Di Battista ha fondato nel 2023 dopo la sua uscita dal M5S. «Il rientro di Alessandro Di Battista — è scritto nel post — è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti».
Il messaggio, condiviso anche sui canali social dell’ex parlamentare M5S, ha suscitato una forte reazione da parte dei suoi sostenitori. In migliaia hanno lasciato messaggi per chiedere aggiornamenti sulle sue condizioni e manifestargli affetto e solidarietà, invitandolo a non mollare: «Forza Ale!», «Guarisci presto», «Ti aspettiamo».
Il trasferimento era stato organizzato anche tenendo conto delle condizioni di Di Battista: l’aeroambulanza, deve volare a più bassa quota ed effettuare alcune tappe prima di toccare terra.
I costi del volo sanitario sono coperti dall’assicurazione sanitaria che Di Battista aveva stipulato prima di partire per Cuba, anche se sia il M5S, sia il Fatto Quotidano c0n cui l’ex parlamentare collabora, avevano dato disponibilità a sostenere le spese. In Italia, infatti, è montata una polemica sui social dove per giorni si è discusso se fosse giusto far rientrare il giornalista con un volo di Stato.
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«Dibba» si era sentito male venerdì 28 agosto, mentre era a Cuba per realizzare un reportage per il Fatto. Un fortissimo mal di testa, quindi il ricovero d’urgenza a Santa Clara. Dopo alcune ore privo di sensi, aveva ripreso conoscenza ed era stato trasferito all’Avana, all’Hermanos Ameijeiras, una delle principali strutture ospedaliere cubane. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva attivato l’ambasciata italiana a Cuba e seguito personalmente la vicenda. Il giorno successivo aveva parlato direttamente con Di Battista, assicurandogli che il governo avrebbe fatto «tutto quello che serve».
Nei giorni seguenti era arrivata a Cuba la compagna e madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, e anche due specialisti del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un rianimatore, per valutare le sue condizioni e la possibilità di trasferirlo in sicurezza in Italia.
Poi, mercoledì Dibba stesso pubblica un post: «Oggi mi sento meglio», spiegando di essere ottimista e ringraziando i medici cubani per la tempestività delle cure. Ma anche annunciando il suo rientro in Italia. «Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima di partire».
Il volo sarebbe dovuto partire in serata e, dopo alcune necessarie tappe, arrivare a Roma nel primo pomeriggio di ieri. Invece la situazione è precipitata nuovamente nella notte, e al momento non è possibile stabilire una nuova data per il trasferimento. Le condizioni di Di Battista sembrano essere molto gravi e molto dipenderà dal decorso post operatorio.
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6 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 12:03)
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