Il francese è subentrato in avvio di ripresa e regalato alla squadra la profondità necessaria per colpire. Il jolly Carlos Augusto ha fatto il suo come sempre, e Chivu imparato dagli errori
Giornalista
6 settembre – 12:17 – MILANO
“L’arte della guerra” ha più di duemila anni, ma frasi e concetti bussano forte alle porte dell’attualità. Chissà se Chivu ne ha sfogliato qualche pagina. Di sicuro sarà d’accordo con quanto scritto da Sun Tzu: “Con ordine, affronta il disordine; con calma, l’irruenza”. Così ha costruito la rimonta contro il Napoli al 91esimo, sfruttando le disattenzioni di Allegri e graffiando gli azzurri nelle loro fragilità: la tenuta difensiva e la profondità.
dentro thuram—
Chivu ha intuito subito la prima difficoltà: non è stata la partita di Pio, stretto nella morsa di Marin e Rrahmani e cercato spesso dai lunghi rinvii di Martinez, ma mai incisivo sul piano della tenuta del pallone. L’azzurro ha duellato, ha colpito un paio di volte la sfera di testa e ha incassato “calcioni”, ma per sganciare Lautaro bisognava dare più profondità alla squadra. Da qui l’ingresso di Thuram a fine primo tempo. Al netto del gol del 2-2 – un bel colpo di testa dopo aver sovrastato Badiashile – Marcus ha allungato la squadra e permesso a Lautaro di “sganciarsi” lì davanti: strategia vincente.
spingere a sinistra—
Qui serve rispolverare “Il sapore della vittoria”, film con Denzel Washington nei panni di Herman Boone – il coach di una squadra di un liceo statunitense capace di vincere un campionato storico – e quel “left side, strong side” pronunciato da due dei suoi giocatori più rappresentativi. Anche l’Inter ha un lato mancino di livello: i gol contro gli azzurri sono nati da lì. Dimarco ha sfornato il suo primo assist stagionale, Carlos Augusto ha messo il pallone sulla testa di Thuram dalla trequarti mancina – e dopo un affondo di Bonny sempre da quel lato… -, mentre il guizzo di Lautaro è nato da un traversone di Jones dalla stessa posizione di Carlos. Ebbene sì, “lato sinistro, lato forte”. Si può dire anche in italiano.
imparare dagli errori—
Chivu ha battuto Allegri per la prima volta. L’anno scorso ha perso entrambi i derby per 1-0, pagando disattenzioni difensive dei singoli – vedi il gol di Estupiñan al ritorno, con Luis Henrique colpevole – e l’inesperienza. Stavolta ha saputo soffrire. Due le chiavi di volta: il saper affrontare il blocco basso allegriano dando più profondità e la capacità di stravolgere il modulo. Nel finale ha chiuso col 4-3-3, con Bonny, Lautaro e Thuram in avanti. Un messaggio a Mourinho, a tutto il Real e anche alle emozioni. L’ultima volta che Chivu ha messo piede al Bernabeu è diventato campione d’Europa.
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