La società, pur restando in silenzio, non ha perso la fiducia nel tecnico che – dopo le tre sconfitte iniziali – avrà le gare col Venezia e il Napoli in campionato e il Pisa in Coppa Italia per trovare la formula migliore
È soltanto la terza di campionato ma a Firenze è crisi profonda. Lo stadio ha cantato “salta la panchina” ma la panchina al momento non salta perché la società non ha intenzione di esonerare Fabio Grosso che a sua volta ha detto chiaramente di non dimettersi. La sensazione è che si vada avanti fino alla sosta per poi prendere una decisione, se ancora la rotta non fosse stata invertita a livello di risultati. Grosso ha ancora tempo per recuperare crediti e punti, anche se la piazza lo ha già messo sul banco degli imputati come vuole la tradizione, con l’allenatore che è sempre il primo a finire nell’occhio del ciclone. È stata contestata però pure la squadra, quando i giocatori viola, dopo la sconfitta con il Torino, sono andati sotto la Curva e il coro più soft è stato “meritiamo di più” perché gli altri sono stati i classici inviti a tirare fuori la grinta. La prossima sosta può essere la deadline perché ci sarà il tempo di scegliere e cambiare eventualmente una nuova guida tecnica quindi la sensazione è che Grosso abbia ancora almeno tre sfide a disposizione: a Venezia venerdì, in Coppa Italia con il Pisa il 15 settembre e infine il Napoli. Dopo questo tris sarà dentro o fuori. Ora manca sia la volontà di cambiare che la tempistica perchè si gioca ogni tre giorni.
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Ieri sera dopo la terza sconfitta consecutiva (Roma, Frosinone e Torino) con 9 gol subiti e solo uno realizzato, la contestazione è stata immediata anche perché Firenze arriva già da una stagione in cui ha dovuto lottare fino alla penultima di campionato per la salvezza. Un club che parte sempre con grandi ambizioni e che poi si ritrova a fare i conti con l’ultimo posto in classifica. Immediate non sono state invece le dichiarazioni della società che ha fatto filtrare che Grosso non è a rischio esonero e lo stesso tecnico ha detto che non si sarebbe dimesso. Stop. Chi si aspettava una presa di posizione o una difesa da parte del direttore sportivo Fabio Paratici, che ha scelto in prima persona l’allenatore, dovrà aspettare perché ieri sera non c’era sostanzialmente niente da dire secondo il club che ha fatto sapere di voler dare ancora tempo a Grosso. I primi a essere dispiaciuti sono proprio dirigenti e tesserati della Fiorentina, ma non è il momento di far saltare la panchina e prendere decisioni affrettare. C’è solo da lavorare e vincere in fretta.
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