di Enrica Roddolo
La moglie del presentatore tv ricorda quell’8 settembre 2009: «Aveva fatto colazione, acceso il sigaro e si era seduto in poltrona. Sul telefonino era arrivata la prima foto di Luce, nostra nipote. “Che bella, sembri tu quando prendi il sole”. Sono state le sue ultime parole». Il furto della salma, la cremazione, il rapporto con Mediaset («mai più sentiti»). E ora Sanremo gli dedica una mostra
«Mike è sempre con me, e un po’ con tutta l’Italia, eppure è scomparso 17 anni fa. Era l’8 settembre 2009», ricorda la moglie Daniela Bongiorno. «E Mike è Sanremo tanto che nella città dei fiori la sua statua è consumata, tutti vanno a toccarla, quasi fosse Padre Pio».
Dopo un anno dalla morte, successe una cosa incredibile: il furto della salma. Come ha vissuto quel momento?
«Ricordo bene quel periodo, in televisione si parlava davvero solo di Mike, c’era stato persino un appello al presidente della Repubblica per Mike: i carabinieri capirono che era una banda non così preparata e la rintracciarono. Ma fu doloroso, mi arrivavano telefonate da ovunque nel mondo. Quando lo trovarono, la banda di malviventi probabilmente cercò un accordo in cambio della libertà. Aveva ancora i sigilli della ceralacca intatti. Ma decidemmo in famiglia, a quel punto, di farlo cremare: così nessuno ce lo toccherà mai più».
E dove sono ora le ceneri di Mike?
«Nella nostra cappella privata sul Lago Maggiore (a Dagnente, una frazione di Arona, Novara, ndr) , fra due muri blindati. A prova di furto».
Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, detto Mike, nato a New York il 26 maggio 1924 da una famiglia di emigrati, ha reso popolare la tv in Italia. Ha fatto la fortuna della Rai che nel 2024 gli ha dedicato una miniserie, e poi di Mediaset. Perché decise di passare alla tv commerciale?
«Mike aveva grandi valori e una grande onestà, credette in Silvio (Berlusconi) perché era suo amico e fino all’ultimo ha difeso, aiutato e sostenuto il suo amico Silvio, padrino di nostro figlio Leo. Poi ha votato Obama alle presidenziali Usa, aveva doppio passaporto. Ora dopo i fatti di Capitol Hill, dell’America di oggi penserebbe il peggio».
Avete ancora rapporti con Mediaset?
«Mai più frequentato Mediaset e mai loro hanno fatto una cortesia a noi, ma non ne abbiamo bisogno. Mi proposero però una fiction un mese dopo la morte di Mike, rifiutai. Mike diceva che Gerry Scotti era il suo erede e prese infatti l’eredità della Ruota della fortuna. Proposi allora una casella con il volto di Mike, come un jolly da legare a una vincita da dare in beneficenza… ma non ho avuto risposta».

Torniamo all’addio a Mike, settembre di 17 anni fa.
«Ricordo Silvio quando uscimmo dal Duomo: “I miei sondaggi mi dicono che è l’evento più grande della seconda Repubblica, mai capitato prima un funerale con la trasmissione a tre reti unificate”. Con Silvio discutevamo sempre, io non avrei voluto parlasse in chiesa, temevo un discorso politico ma alla fine cedetti, erano molto amici…».
Mike era l’“Americano” in un’Italia piena di voglia di riscatto, dopo la guerra.
«Ho trovato la mia America in Italia, mi diceva, ma lui per gli italiani era il futuro, l’America».
Pensò mai alla politica, come Berlusconi?
«No, Mike era popolare ma era troppo per bene e quel che pensava diceva: non sarebbe mai stato un bravo politico ma l’avrebbero votato perché gli volevano bene. Era nel tinello di ogni casa».
Cosa ricorda degli ultimi giorni assieme?
«Al commiato in forma privata alla cappella al Lago, dopo il Duomo, arrivarono gli amici di nostro figlio Leo. Avevano riscritto un discorso che Mike aveva fatto loro pochi giorni prima, il 5 settembre, al compleanno di Leonardo che compiva 20 anni: “Coraggio ragazzi, nella vita non disperate mai”».

E cosa ha insegnato a lei?
«La gratitudine per quanto si ha nella vita. Poi il 6 settembre nacque la terza figlia di Nicolò, Luce, alla Mangiagalli e con Mike e Leo andammo a trovarla appena nata, il 7 partimmo per Monaco. In macchina canticchiava la canzone dei nanetti, allegro com’era sempre. Poi a cena con amici, la mattina dopo mi svegliò con i giornali sul cuscino, disse di non aver dormito molto. Colazione, accese il sigaro e si sedette in poltrona. Intanto mi arrivò la prima foto di Luce sul telefonino, la mostrai a Mike. “Che bella sembri tu quando prendi il sole”. Poi ero in bagno, sentii un rumore, corsi in camera e lo trovai senza vita».
Un mito italiano, non solo della tv. E a Sanremo il Teatro Ariston lo ricorda fino all’autunno con la mostra Mike Bongiorno. L’uomo, il mito.
«Walter Vacchino proprietario (con la sorella) dell’Ariston è un caro amico. Poi chissà, anche a Palermo vorrebbero la mostra su Mike».
Lei era ventenne lui quarantenne, quando vi innamoraste.
«Ero una sessantottina e lui poteva sembrare antiquato. Ci siamo incontrati a Mare Moda Capri, mi aveva già vista in un ristorante a Milano, giovanissima a 19 anni. Lui era ancora giovane, aveva 46 anni sportivo, bello e pieno di vita, interessi, più interessante lui di mille fidanzatini dell’epoca. Ci sposammo subito, nozze a Londra al municipio di Chelsea in King’s Road perché volevamo fare in fretta, Mike aveva appena avuto il divorzio io aspettavo già Michele».
A Londra ha incontrato anche i Reali con Mike?
«Ricordo gli inchini alla regina sì, ma mi è rimasto nel cuore papa Wojtyła. Mike era uno sciatore e il Papa pure, si intesero subito poi io sono nata il 13 maggio e che dolcezza le carezze del Papa… il 13 maggio era anche la data dell’attentato di Ali Ağca nel 1981».
Cosa direbbe Mike del Papa americano, Leone XIV?
Mike sarebbe felice, un Papa che ama lo sport e ha tirato fuori molta forza. Mi piacerebbe molto conoscerlo, ho incontrato il presidente Sergio Mattarella nel 2024 al centenario di Mike».
C’era una trasmissione del cuore per Mike?
«Rischiatutto, e quando Fazio la riportò in Rai è stata un grande successo, 30% di share. Nel board della Fondazione intitolata a Mike ci sono Fiorello, Fazio, Aldo Grasso per esempio. Con Fiorello si è divertito tantissimo, due amiconi. Fiorello mi fa sempre gli auguri di compleanno con la voce di Mike. Con Fazio ci siamo frequentati molto, in comune abbiamo tanti amici. Con Pippo si rispettavano».
Adesso Mike continua con i figli, e i nipoti.
«Siamo rimasti 40 anni sposati, con alti e bassi come tutti, ma sempre una famiglia unita: figlio unico di genitori separati cercava una vera famiglia. E mentre Mike faceva tv io fondavo la Bongiorno Production. I nostri figli hanno cominciato con me, con i primi documentari e cortometraggi. Adesso ciascuno con una sua casa di produzione, Michele si occupa di arte, ha appena realizzato un documentario su Lucio Fontana, Nicolò di clima, temi etici. Mentre Leo lavora in finanza e ha un progetto per i giovani ai quali si rivolgono molte iniziative della Fondazione, nata nel 2010 con la volontà di trasformare in azione concreta l’eredità umana e professionale di Mike. Con l’Orto allegria per esempio facciamo lavorare i disabili della zona di Arona, portiamo il gioco della Ruota nelle università: in molti atenei ci sono aule dedicate a Mike, anche allo Iulm. E si rivolge ai giovani anche il nuovo progetto professionale di nostro figlio Leonardo: con fondi americani, sta costruendo studentati con sale in comune, spazio gym, che avranno una tessera a punti di merito: chi avrà più punti avrà il soggiorno in omaggio con la Fondazione Mike. Uno aprirà a Roma Tor Vergata a fine 2026, uno in viale Certosa a Milano».
La vita
Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, detto Mike, nasce a New York il 26 maggio 1924. Ancora bambino, si trasferisce a Torino con la madre a causa della separazione dei genitori e della crisi del 1929. Dopo la Seconda Guerra Mondiale torna a New York e inizia a fare il giornalista. Negli anni 50 rientra in Italia e avvia la carriera di conduttore. Si sposa tre volte e dall’ultimo matrimonio con Daniela Zuccoli nascono tre figli: Michele Pietro Filippo, Nicolò e Leonardo. Nel 2009 Bongiorno muore improvvisamente a 85 anni
I successi
Mike Bongiorno ha inaugurato le emissioni Rai nel 1954 con il programma Arrivi e partenze. Lascerà la tv di Stato nel 1982 per passare a Fininvest (Mediaset) dove rimarrà fino al 2008. È soprannominato il “re dei quiz” per aver condotto diversi giochi a premi, tra cui Lascia o raddoppia?, Rischiatutto, Scommettiamo? Telemike e La ruota della fortuna. Ma la sua figura è legata anche al Festival di Sanremo: con 11 edizioni (5 consecutive) è la persona con più conduzioni dopo Pippo Baudo
6 settembre 2026
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