Il comitato No Fir continua a sottolineare la necessità di fare chiarezza sul progetto della fabbrica di lana di roccia a Sant’Apollinare. “Abbiamo contattato alcuni esperti tra questi Patrizia Corrà di Isde Padova. Ha tradotto per noi i numeri che Fir ha inserito nel progetto. La produzione prevede un quantitativo di lana di roccia prodotta di 5 tonnellate all’ora. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, vengono emesse in atmosfera polveri, pari a un totale di circa 32,947 tonnellate l’anno, una quantità spaventosa, sostiene la dottoressa. A Rovigo si respira già un’aria pesante per la concentrazione di polveri pm10 e pm2,5, superiore ai nuovi parametri UE, ma rispetto ai quali Comuni e Regioni dovranno presentare dei piani di adeguamento; quindi gli sforzi devono essere concentrati per abbassare e non aumentare l’inquinamento da polveri”.
Il comitato affronta anche il caso della Formaldeide: “Le emissioni sono molto preoccupanti”. Inoltre emissioni definite preoccupanti “per il fenolo, per l’ammoniaca”. E ancora: “Sulle polveri di lana di roccia c’è da approfondire, perché le caratteristiche di nocività cambiano a seconda della composizione e delle dimensioni delle fibre. Anche sul rumore ci sono delle cose da dire perché la previsione non si basa sulle misurazioni reali, ma sul rumore prodotto dai singoli impianti, senza un quadro di insieme. Alla luce di questi dati chiediamo al sindaco Valeria Cittadin, di avviare un’ istruttoria tecnica per stabilire la classe di insalubrità di questa azienda. Durante la Conferenza dei servizi per l’approvazione dell’Aia, il sindaco può presentare prescrizioni sanitarie vincolanti o esprimere motivato dissenso per motivi di salute pubblica. Se il sindaco dimostra che quelle tonnellate di formaldeide mettono a rischio la popolazione, la Provincia non può procedere ignorando il parere”.
Il comitato ha trasferito “questi dati ai sindaci dei comuni limitrofi. Contattato Confagricoltura, Coldiretti, Cia, chiedendo di esprimere il proprio diniego all’insediamento.