di
Paolo Mereghetti

Nei precedenti film del regista romano le coppie c’erano ma finivano per disfarsi, senza mai dare avvio a un nuovo inizio. Non così nel film presentato alla Mostra di Venezia: dove l’amore viene non solo raccontato, ma anche filmato

La sorpresa è stata pressoché unanime: Nanni Moretti non si era mai lasciato andare così a parlare d’amore (e in maniera così positiva per giunta) come in Succederà questa notte. Né raccontandolo né filmandolo, visto che per la prima volta, dopo il pudico seno fatto mostrare a Laura Morante in La stanza del figlio, Louis Garrel e Jasmine Trinca si abbandonano completamente nudi a una vera e intensa scena di sesso.

Ne è passato del tempo dalla scena di masturbazione (lasciata fuori campo) di Io sono un autarchico, dove Michele riceve dalla moglie la notizia della fine del loro matrimonio, lasciandogli anche la cura del figlio di quattro anni.



















































Perché se è vero che nel film presentato sabato alla Mostra del cinema, il tema dell’amore riempie praticamente tutti i 103 minuti della storia (che si potrà vedere al cinema dal 3 dicembre), è altrettanto vero che l’attrazione tra uomo e donna è spesso stata presente nei suoi film, ma declinata al negativo: le coppie c’erano ma finivano per disfarsi senza però che quella crisi si risolvesse poi in una nuova ripartenza.

Anzi, innescando altri dolori come succede alla madre di don Giulio (Margarita Lozano) in La Messa è finita, che scivola in una cupa depressione dopo che il marito si è preso una sbandata per la giovane amica della figlia.

moretti ne la messa è finita

Il film dove Moretti affrontava in maniera diretta la possibilità che esista l’amore perfetto (come Garrel definisce quello che lo lega alla Trinca in Succederà questa notte) è stato Bianca dove Michele Apicella/Moretti, insegnante di matematica alla scuola Marilyn Monroe, arriva a catalogare i comportamenti degli altri all’interno delle loro relazioni sentimentali, che concepisce come un ideale di equilibrio assoluto; ma poiché è incapace di accettare le contraddizioni e le fragilità degli esseri umani, finisce per non comprendere i bisogni altrui e reagisce con aggressività – e che aggressività! – quando la realtà non corrisponde ai suoi schemi.

moretti morante in bianca

La stessa ansia di perfezione che vorrebbe esistesse nella relazione con la professoressa di francese (Laura Morante), salvo accorgersi di non saper gestire la felicità e temendo che l’amore possa introdurre nella sua vita quell’imprevedibilità che ha sempre cercato di eliminare, sceglie infine di interrompere il rapporto, sacrificando il desiderio alla necessità di mantenere il proprio fragile equilibrio.

Dopo questo film il sogno di un amore «perfetto» o che vi si avvicini, sparisce dall’orizzonte morettiano e l’amore viene raccontato solo come possibile reazione a un grande dolore, che può essere la morte del primogenito in La stanza del figlio oppure la perdita della madre nel film più dolorosamente autobiografico di Moretti, Mia madre appunto, dove si libera dei suoi tradizionali ruoli da protagonista per concentrarsi solo sul dolore della perdita.

la stanza de figlio

Anche nei film successivi l’amore di coppia prende la forma di un sentimento che non c’è più: in Tre piani, Monica (Alba Rohrwacher) abbandona la famiglia scaricando sul marito la totale gestione della figlia Beatrice e del neonato né se la passano meglio gli altri inquilini dello stabile, con il giovane padre (Riccardo Scamarcio) che finisce per commettere quello di cui accusava il dirimpettaio e la moglie (Margherita Buy) del troppo rigoroso giudice che deve aspettare la sua morte per essere finalmente libera di recuperare il rapporto con il figlio.

MORETTI BUY TRE PIANI

Persino nel film dove il regista-protagonista sembra voler tratteggiare il bilancio di tutta una vita, Il sol dell’avvenire, le cose non vanno meglio visto che la moglie (ancora Margherita Buy) non solo lo «tradisce» professionalmente producendo il film di un giovane che coltiva una idea di cinema opposta alla sua, ma alla fine gli comunica papale papale che vuole divorziare.

moretti buy il sol dell'avvenire

Per questo nessuno si aspettava un cambiamento di prospettiva così radicale come quello che si scopre in Succederà questa notte, dove il film cerca con ostinazione di fare spazio all’amore e alla sua realizzazione nonostante gli ostacoli che sembrano frapporvisi.

Girata in molte città (Oslo, Roma, San Sebastian) e in un arco temporale di 17 anni (tre cartelli scandiscono il passare del tempo: 7 anni dopo, 7 anni dopo, 3 anni dopo), l’opera galleggia fuori dallo spazio e dal tempo, per trasformarsi in una riflessione esistenziale (e sentimentale) che abbraccia vari momenti della vita ma trova la sua vera realizzazione nella scena finale, più forte di tutto, dei legami familiari, degli obblighi genitoriali, dei sensi di colpa. Un «amore perfetto» appunto.

6 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 13:40)