PIEVE DI CADORE (BELLUNO) – Al suo più famoso “figlio”, Pieve di Cadore ha dedicato la piazza principale del paese e una statua in bronzo che dal piedistallo la domina dal 1880 quando venne inaugurata. Ieri l’opera che celebra Tiziano Vecellio è stata inaugurata nuovamente dopo il restauro che, nel corso dell’estate, è stato affidato ad Anna Collarin restauratrice di Belluno specializzata in manufatti in metallo.
E’ stata l’ennesima giornata di celebrazioni nel 450esimo anniversario dalla morte dell’artista, il 27 agosto 1576, che nacque a pochi metri dal centro di Pieve prima di prendere il largo per Venezia e diventare pittore ricercato dalle corti reali di tutta Europa, tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500. Per ricordarlo i cadorini affidarono allo scultore veneziano Antonio Dal Zotto la realizzazione del monumento.

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Botta e risposta

Tolte le impalcature, il volto maestoso continua a scrutare il paese, in mano la tavolozza per i cuoi celebri colori e i pennelli, «lo vollero tutti i cadorini e noi come Comune – assicura la sindaca di Pieve Sindi Manushi – sentiamo la responsabilità del bene che andava restaurato prima che si formassero dei buchi nel bronzo come è capitato al Gattamelata».

Quale miglior occasione per un restauro che però non accontenta tutti, «troppo scuro ora rispetto a prima» il commento, con gli anni il colore del monumento cambierà ancora» assicura Manushi che tranquillizza gli insoddisfatti e comunque, «nelle pieghe del vestito si può ancora scorgere il vecchio colore, i lavori sono stati seguiti dalla Soprintendenza che è salita più volte a visitare il cantiere». Di fatto il progetto era stato approvato dalla stessa, con parere favorevole preventivamente, ed è stato seguito passo passo dai lavori, «andava tolta l’ossidazione che avrebbe continuato a corrodere il metallo portando la statua a condizioni peggiori» precisa la Sindaca di Pieve.

Per lasciare ai posteri la documentazione dell’intervento di restauro l’amministrazione comunale progetta una pubblicazione da concretizzare il prossimo anno mentre a breve affiderà l’incarico per il progetto per la nuova illuminazione; luci a led che facciano risaltare meglio la statua rispetto all’attuale che rende più visibile il piedistallo. Dopo la presentazione del restauro, in auditorium Cosmo, e prima del brindisi finale nel gran caffè Tiziano, il taglio del nastro in piazza, così come era stato 146 anni fa ma senza la folla di quel giorno. L’operazione restauro è possibile anche grazie al contributo di 75.000 euro concesso dallo sponsor CortinaBanca, Credito Cooperativo Società Cooperativa di Cortina d’Ampezzo.

La casa e le mostre

La sindaca Sindi Manishi ha più volte sottolineato l’importanza dell’azione sinergica per restaurare quello che resta “il simbolo stesso del Cadore”. Il monumento bronzeo a Tiziano di Antonio Dal Zotto misura 285 centimetri e poggia su un basamento ottagonale in pietra costruito da Agostino Capellari. Tiziano nacque a pochi metri dalla piazza di Pieve, in quella casa che è monumento nazionale e che recentemente è stata restaurata per renderla accessibile a tutti; una dimora storica che conserva il fascino dei tempi passati dove anche ieri è stato incessante il via vai di visitatori che l’hanno ammirata, tappa fondamentale per conoscere l’artista le cui opere, ben tre, sono esposte nel palazzo della Magnifica Comunità di Cadore fino al 18 ottobre.
Il successo delle iniziative programmate per celebrare l’artista, è testimoniato dalle migliaia di visitatori della mostra “Tiziano e il paesaggio”, quella di Josah Gilbert con i paesaggi cadorini nei suoi acquerelli in Casa natale e le altre numerose proposte artistiche e culturali.