Tutti gli occhi sono ovviamente puntati su Andrea Kimi Antonelli, capace di riportare un italiano a vincere il gran premio di casa di Formula 1 a distanza di 60 anni dall’ultimo che fu in grado di firmare questa impresa: Ludovico Scarfiotti. C’è però un altro tema italiano che oggi sarà meno sotto i riflettori, ma merita di essere trattato in tutte le sue sfaccettature. 

Questo tema riguarda la Ferrari. Monza è la pista di casa per il team di Maranello, ma per la conformazione era forse una delle nemiche più acerrime delle SF-26. E così si è rivelata. 

Leclerc ritirato dopo un giro e Hamilton sesto sono la perfetta fotografia di un fine settimana deludente, difficile, complesso sotto molti aspetti e che ha messo in luce ancora una volta i punti deboli di una Ferrari più che buona, ma non all’altezza di giocarsi qualcosa di più importante se non qualche vittoria di tappa.

“Oggi per la Ferrari è una giornata dura”, ha ammesso Frédéric Vasseur ai microfoni di Sky Sport F1 una volta finito il Gran Premio d’Italia. “Ieri, in qualifica, le cose sono andate bene per noi in termini di posizioni, però sapevamo che avevamo un enorme deficit per ciò che riguarda le velocità di punta e sarebbe stato difficile in gara difenderci e attaccare. E’ andata così”. 

“Fatichiamo in rettilineo. Lo abbiamo visto con Leclerc al primo giro e nel resto della gara con Hamilton, anche se alla fine il nostro passo era buono. Non era un grosso problema. Ma perdevamo posizioni e quando avevamo l’opportunità non riuscivamo a superare. Sapevamo che Monza sarebbe stata difficile per questo motivo, ma è andata peggio di quanto ci aspettassimo. Le battaglie in gara sono state molto complesse”.

Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Che il problema fosse legato alle velocità di punta è stato chiaro sin dai primi giri, con Leclerc superato da due monoposto in pochi chilometri e un Lewis Hamilton disarmato contro lo strapotere dei motori Mercedes e quello Red Bull – Ford di Verstappen.

“Se sei dietro a Zandvoort perdi 2 decimi e mezzo al giro. Mentre a Monza sono 5 decimi. Ma più di questo è più il fattore in curva. Quando attacchiamo o ci difendiamo in rettilineo perdevamo la potenza e anche, successivamente, le posizioni. Con Gasly, per esempio, è successo questo. Lo abbiamo superato e poi lui ha avuto modo di ripassarci. Dovevamo spingere un po’ di più in curva, sfruttando però le gomme più degli altri e perdevamo l’opportunità di superare”.

Nell’unico giro in cui entrambe le Ferrari sono rimaste in gioco, alla Prima Variante è accaduto qualcosa che i vertici del Cavallino Rampante non avrebbero voluto vedere. Una manovra al limite tra Leclerc e Hamilton ha portato Lewis a perdere almeno 4 posizioni. Non certo il modo migliore di lottare davanti al pubblico di casa e, più in generale, contro i diretti rivali.

“Dovremo discutere con entrambi per chiarire la situazione. E’ un po’ un peccato, perché dovremo discutere della situazione. Iniziare una gara con una delle due macchine che si trova poi in ottava posizione non è certo l’ideale”.

Fortunatamente, dopo l’incidente alla Parabolica avvenuto al primo giro, Leclerc è uscito incolume e gli esami fatti al Centro Medico hanno dato esito negativo. Il monegasco è rientrato a casa, ma l’impatto è stato a dir poco impressionante.

“Leclerc ci ha detto che stava bene, ma ha preferito andare a casa il prima possibile. E’ stato uno shock, 50G d’impatto. E’ comprensibile”.

“Domani nel debrief con il team dirò che dobbiamo continuare a spingere, sviluppare macchina e motore. Senza dubbio Madrid, Sepang e Baku saranno una storia differente. Sapevamo che Monza, per il suo disegno, sarebbe stata la peggiore pista per noi e così è stato. La prossima settimana avremo un’altra sfida e Madrid sarà una buona opportunità. Dobbiamo continuare a prendere gara per gara”.

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